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Viaggio in Turchia

|  Federico Sborchia  | La Turchia è un paese magico, diviso su due continenti e toccato da altrettanti mari. In Turchia potete godervi il fascino immortale di Istanbul, potete sperimentare alcune meraviglie naturali come le terme di Pamukkale e i camini delle fate . Potete anche regalarvi una vacanza di mare ad Antalya o a Bodrum ma soprattutto potete osservare fino a che punto può giungere la decadenza di un uomo e soprattutto di un calciatore. La Turchia è un gigantesco calderone di culture, un crocevia storico come pochi altri e la Süper Lig ne è una degna espressione: un grandissimo mix di giocatori di ogni dove che qua confluiscono quando sentono vicina la fine. In questo viaggio vi accompagneremo di città in città e di squadra in squadra. Adana | Adana Demirspor Adana è ciò che resta della vecchia Antiochia di Cilicia, girando per Adana potete trovare il bellissimo castello armeno di Yılankale ma anche una notevole distesa di grattacieli. Tra le altre cose ad Adana...

Milan, beffa casalinga!




AMAREZZA DIAVOLO, VALE LA LEGGE DEL PIU FORTE




di G.Azzaro


I tifosi di nuovo stretti alla propria squadra, la vecchia gloria Seedorf nei panni del fratello maggiore ad insegnare come si vince la Champions, lui che ne ha alzate al cielo quattro, la squadra che finalmente tira fuori gli artigli e martella un avversario che in campionato sta al passo di Barcellona e Real Madrid: un quadro cosi perfetto non poteva rimanere tale a lungo, infatti viene infranto al 79' da una zuccata del bomber del momento, Diego Costa.

Eppure i rossoneri erano partiti col botto: gioco spumeggiante, incursioni di Kaka e Taarabt sempre insidiose ad innescare quel bronzo di Riace di Supermario Balotelli, retti da un centrocampo a trincea che poco spazio poteva lasciare alle incertezze difensive. Nella prima frazione si vede il Milan piu bello della stagione: i legni colpiti da Poli e Kaka fanno tremare le speranze di passare il turno che ha in serbo il Cholo Simeone, vecchia conoscenza di San Siro a tinte nerazzurre, ma non le abbattono. D'alta scuola e la giocata Balotelli-Kaka: tacco illuminante in controtempo del Mario nazionale per un destro vellutato del campione brasiliano, che accarezza la rete esterna sopra la traversa: il Diavolo e li a stringere d'assedio i colchoneros in un Fort Apache a tratti imbarazzante, ma la compagine madrilena resiste affidandosi anche ai precisi interventi di Courtois. Nella ripresa l'Atletico alza il baricentro e si porta in avanti, rendendosi pericoloso solo con una spettacolare acrobazia di Diego Costa, guadagnando campo su un Milan stanco e compassato che si limita ad amministrare il risultato. L'uscita di Balotelli dal campo per un brutto intervento di Godin ha lo stesso suono della disfatta: i rossoneri abbandonano le speranze della vittoria e vengono puniti su calcio d'angolo da Diego Costa, agevolato da una difesa colpevolmente ferma. Ora al Calderon si va a caccia dell'impresa.

Il resto dei verdetti dichiarano la sconfitta del calcio inglese, quello che tutti invidiano: sta di fatto che Bayern e Barcellona liquidano a domicilio 2-0 le superpotenze City e Arsenal, di fatto estromettendole dalla lotta per la coppa dalle grandi orecchie. Il City di Pellegrini fallisce una prova di maturita: avere il vestito da grande squadra non serve se manca l'anima da leader, e il Barcellona gioca con il pilota automatico, nonostante alcuni spunti interessanti degli inglesi. Pesa enormemente la sbagliata valutazione dell'arbitro : il fallo avviene fuori area, quindi non e calcio di rigore, e chissa come sarebbe andata a finire. Ma con i "se" e i "ma" la storia non si puo fare.

A Londra sponda Gunners invece rimangono solo rimpianti: il rigore intercettato da Neuer a soli 8' dall'inizio e un peso insostenibile sulla coscienza di Mesut Ozil. Ma anche i bavaresi sono imprecisi dagli undici metri: Alaba calcia sul palo la possibilita di sbloccare uno degli incontri piu interessanti, che da questo momento diventa sofferenza per i londinesi costretti a giocare in dieci per l'espulsione di Sczesny in seguito al fallo da rigore. Una ripresa condotta in modo scientifico dal guru Pep Guardiola costringe il subentrato Fabianski a raccogliere ben due volte il pallone dalla rete, per opera di Kroos e Muller, e lasciare all'Emirates il sogno dei quarti di finale.

Il Psg dei petroldollari invece vola sulle ali di uno strepitoso Ibrahimovic che fa a Leverkusen quello che sa far meglio, il fuoriclasse, trainando i parigini verso un ciclonico 4-0. A Parigi si sogna, ma chi vive nella citta dell'amore d'altronde e autorizzato a farlo. Champions je t'aime.

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