Passa ai contenuti principali

Viaggio in Turchia

|  Federico Sborchia  | La Turchia è un paese magico, diviso su due continenti e toccato da altrettanti mari. In Turchia potete godervi il fascino immortale di Istanbul, potete sperimentare alcune meraviglie naturali come le terme di Pamukkale e i camini delle fate . Potete anche regalarvi una vacanza di mare ad Antalya o a Bodrum ma soprattutto potete osservare fino a che punto può giungere la decadenza di un uomo e soprattutto di un calciatore. La Turchia è un gigantesco calderone di culture, un crocevia storico come pochi altri e la Süper Lig ne è una degna espressione: un grandissimo mix di giocatori di ogni dove che qua confluiscono quando sentono vicina la fine. In questo viaggio vi accompagneremo di città in città e di squadra in squadra. Adana | Adana Demirspor Adana è ciò che resta della vecchia Antiochia di Cilicia, girando per Adana potete trovare il bellissimo castello armeno di Yılankale ma anche una notevole distesa di grattacieli. Tra le altre cose ad Adana...

Lacrime Azzurre



C'è che quando ci tieni e credi, a un obiettivo, piangi. Di gioia, quando lo consegui, di rabbia quando non lo raggiungi. C'è che quando sogni, sei beato nel tuo letto, poi ti svegli e guardi la realtà. E allora piangi. L'Uomo, piange. Si scopre per come è, e piange. Le lacrime Azzurre dei ragazzi di Antonio Conte, in fondo, sono lacrime di uomini come noi, con gli ingredienti succitati. Un sogno, un'impresa impossibile, un Paese a spingere. E l'uscita a primo impatto anonima ai quarti. Dice Andrea Barzagli tra le lacrime: "nessuno si ricorderà di noi che abbiamo dato il massimo, perché alla fine siamo usciti". L'Andreone nazionale sbaglia, ma ha ragione. Ha ragione quando sottolinea, forse perché nel pieno stile della sua squadra di appartenenza, che poi nel calcio, più delle lacrime e del sudore, conta portare a casa titoli e trofei. Sbaglia, però, quando con sicumera dovuta dalla tensione e dalla delusione, ci inquadra come smemorati.
Noi ci ricorderemo. Ci ricorderemo di quanto fatto e quanto visto. Avevamo, ieri sera, le vostre stesse lacrime agli occhi. Rabbia, qualche insulto gratuito a qualche giocatore, forse, ma tanto riconoscimento. Per un mese abbiamo recuperato senso di appartenenza col vostro sorriso, vedendo un gruppo di amici-professionisti. In primis, Antonio Conte, che non ha fatto tutto perfettamente, va detto, ma che ha infuso nei 23 un animo da guerrieri, che- tranquillo, Andrea- ricorderemo.

Conte ha trasformato con stile giocatori alla canna del gas, come Marco Parolo, Mattia de Sciglio, Emanuele Giaccherini. Abbiamo visto una Nazionale di maratoneti, dopo troppe critiche sul piano fisico.
La linea difensiva dei fantastici 4: Buffon, Bonucci, Chiellini, Barzagli: una statua per uno, per l'Amore dimostrato. Sono a fine ciclo, ma guardateli, che spettacolo. Un muro che i tedeschi hanno dovuto aggirare, per finire solo ai rigori, dunque solo alla indecifrabile e amara lotteria. Maledetti rigori.

Il centrocampo, con quei lottatori fantastici già citati in precedenza; con Florenzi (ieri 11 km, undici!), Candreva (già, l'Antonio nazionale usato poco per quel maledetto infortunio), De Rossi (destino simile...). E davanti, infine, la strana coppia. Due riserve nei club, due giocatori criticati, inespressi. Eder-Pellè, non certo una coppia dalla qualità indimenticabile.
Ieri, dopo 4 gare di livello decisamente alto, una gara non bella, va detto, di entrambi. In una partita ruvida era difficile incidere, poi il sogno/incubo di un giocatore: calciare il rigore. Troppi gli errori dal dischetto, evitabili, ma non per questo da condannare in toto: resta la delusione per il gesto del cucchiaio di Pellè, amaro a rivedere il rigore calciato malissimo. E dunque usciamo. Così.

-"Di già?"...

Ecco, Andrea, noi ci ricorderemo. Tutto, però: anche quelle piccole imperfezioni che ci hanno lasciato a piedi, in quel di Montpellier, con l'urlo strozzato in gola.

Popolari

LA Remuntada

| Emanuele Onofri | Il doppio confronto tra Paris Saint Germain e Barcellona è stata una sfida stellare, una di quelle sfide da raccontare ai nipotini di fronte al camino. Due partite, quelle giocate al Parco dei Principi all’andata e al Camp Nou al ritorno. che sono andate oltre ogni logica.

Quando il Verona ha vinto lo Scudetto

| Francesco Zamboni | Il 12 maggio è e sarà sempre una data importante per Verona e per i tifosi dell’Hellas. Nell’ormai lontana stagione 1984-1985 il Verona, guidato da Osvaldo Bagnoli si laureò per la prima e unica volta come campione di Italia.

Un "nuovo" Berisha per la Lazio

| Max Strati | No, la Lazio non ha ricomprato il suo ex portiere, ma ha da poco acquistato un interessante profilo, Valon Berisha.

Brasile-Germania: Io c'ero!

Paolo BRESCIA La più classica delle frasi da vanitoso, oggi è d'attualità: Io c'ero! Ho assistito ad un paese in lacrime, sconvolto dal dolore di una tragedia che rimarrà nella storia del Brasile per sempre. Peggio del Maracanazo 1950, peggio del peggio. Una disfatta totale, una partita incommentabile. Errori difensivi non degni dei verdeoro, intensità da dilettanti, gioco da presuntuosi con la cresta abbassata. D'altro canto onore alla Germania, che-se è vero che ha avuto la strada spianata-ha giocato una mezz'ora di calcio cinico, preciso e esaltante.  Sembrava un film, un sogno, ho chiesto a chi era con me in quel momento di darmi un pizzicotto, per vedere se era tutto finto, frutto dell'immaginazione. Invece no, c'erano migliaia di persone in lacrime, c'era la catastrofe che si avverava. La catastrofe di un calcio-un modo di fare calcio- finito, consumato, arretrato. Ha vinto chi vede il calcio come speranza per il futuro di un popolo: le squadre in...