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Viaggio in Turchia

|  Federico Sborchia  | La Turchia è un paese magico, diviso su due continenti e toccato da altrettanti mari. In Turchia potete godervi il fascino immortale di Istanbul, potete sperimentare alcune meraviglie naturali come le terme di Pamukkale e i camini delle fate . Potete anche regalarvi una vacanza di mare ad Antalya o a Bodrum ma soprattutto potete osservare fino a che punto può giungere la decadenza di un uomo e soprattutto di un calciatore. La Turchia è un gigantesco calderone di culture, un crocevia storico come pochi altri e la Süper Lig ne è una degna espressione: un grandissimo mix di giocatori di ogni dove che qua confluiscono quando sentono vicina la fine. In questo viaggio vi accompagneremo di città in città e di squadra in squadra. Adana | Adana Demirspor Adana è ciò che resta della vecchia Antiochia di Cilicia, girando per Adana potete trovare il bellissimo castello armeno di Yılankale ma anche una notevole distesa di grattacieli. Tra le altre cose ad Adana...

Coi pareggi d'autore il Portogallo vede e sogna Parigi...

di Paolo Brescia

Ancora a secco, ma con classe. Il Portogallo è la prima delle semifinaliste ad Euro 2016, con la curiosa casualità di non aver ancora mai vinto una partita nei 90' in questi giochi europei. Che classe. Dopo i pareggi spenti nel girone, il pareggio brutto per 115' con la Croazia, salvo poi passare avanti con Quaresma a 3' dalla fine, e ieri l'1-1 risicato e anche brutto, va detto, con la Polonia. Due nazionali belle ma non totalmente espresse. Onore ai polacchi per aver subìto solo 2 gol in questa competizione. Onore ai lusitani per la tenacia e, a questo punto ci può stare, per la precisione dagli 11 metri. Proprio Blaszczykowski, quel Kuba che ha portato i suoi ai quarti, rispolverando il record di Boniek nel 1982, ha fallito il rigore della vita. O quantomeno della storia polacca, una semifinale "europea" non è mai arrivata. Si è visto, invece, sia in partita che ai rigori, Lewandoski, dopo tanto penare e pensare, oscurato com'era dalla sorpresa Milik.


Esce così, dunque, la Polonia; passa il Portogallo che stasera guarderà Galles-Belgio (H21) con la tranquillità di chi sa che non c'è problema: l'importante è vincere, sì, ma non per forza al 90'.

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LA Remuntada

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Quando il Verona ha vinto lo Scudetto

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Un "nuovo" Berisha per la Lazio

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Brasile-Germania: Io c'ero!

Paolo BRESCIA La più classica delle frasi da vanitoso, oggi è d'attualità: Io c'ero! Ho assistito ad un paese in lacrime, sconvolto dal dolore di una tragedia che rimarrà nella storia del Brasile per sempre. Peggio del Maracanazo 1950, peggio del peggio. Una disfatta totale, una partita incommentabile. Errori difensivi non degni dei verdeoro, intensità da dilettanti, gioco da presuntuosi con la cresta abbassata. D'altro canto onore alla Germania, che-se è vero che ha avuto la strada spianata-ha giocato una mezz'ora di calcio cinico, preciso e esaltante.  Sembrava un film, un sogno, ho chiesto a chi era con me in quel momento di darmi un pizzicotto, per vedere se era tutto finto, frutto dell'immaginazione. Invece no, c'erano migliaia di persone in lacrime, c'era la catastrofe che si avverava. La catastrofe di un calcio-un modo di fare calcio- finito, consumato, arretrato. Ha vinto chi vede il calcio come speranza per il futuro di un popolo: le squadre in...