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Viaggio in Turchia

|  Federico Sborchia  | La Turchia è un paese magico, diviso su due continenti e toccato da altrettanti mari. In Turchia potete godervi il fascino immortale di Istanbul, potete sperimentare alcune meraviglie naturali come le terme di Pamukkale e i camini delle fate . Potete anche regalarvi una vacanza di mare ad Antalya o a Bodrum ma soprattutto potete osservare fino a che punto può giungere la decadenza di un uomo e soprattutto di un calciatore. La Turchia è un gigantesco calderone di culture, un crocevia storico come pochi altri e la Süper Lig ne è una degna espressione: un grandissimo mix di giocatori di ogni dove che qua confluiscono quando sentono vicina la fine. In questo viaggio vi accompagneremo di città in città e di squadra in squadra. Adana | Adana Demirspor Adana è ciò che resta della vecchia Antiochia di Cilicia, girando per Adana potete trovare il bellissimo castello armeno di Yılankale ma anche una notevole distesa di grattacieli. Tra le altre cose ad Adana...

In Serie A bisogna navigare a vista...


di Paolo Brescia

In 10 punti, c'è tutto. Ci sono le gioie, i dolori, le ansie, le sorprese. Ecco che la Serie A si svela, conferma il suo stile incerto. Ci vuole la sesta per capirne la natura. Le fughe, rimandate, ora si soffre, si accorcia la classifica, il lavoro è ancora enorme. Guardando al futuro prossimo, un turno, poi la pausa, benefica, dopo troppe gare in questo settembre d'inferno. Questo turno, però, aspetta la sua naturale conclusione in serata con Frosinone-Empoli e Atalanta-Samp. Poi, le coppe, con altrettante emozioni.
In poco spazio, c'è tutto, dicevamo.

C'è la Fiorentina, che domina, affossa, sovrasta l'Inter e si pone davanti, appaiata proprio con i nerazzurri. L'impressione che ci fecero i viola già nel precampionato è confermata: una grande squadra, che in Kalinic ha trovato anche il bomber. Ilicic è dolce conferma. Ci aspettiamo l'oro di Pepito, e il gioco è fatto. Suosa è cauto, però gli ingredienti per il titolo ci sono.
E l'Inter? La favorita stecca, sbagliando tutto, ma proprio tutto, sin dai primissimi minuti. Il rigore, l'espulsione, i passaggi sbagliati, insomma la classica gara stortissima. Nemmeno Icardi è riuscito a raddrizzarne il corso, perchè dopo il suo gol del 1-3 i Viola non si sono minimamente scomposti e un altro errore difensivo ha permesso il 4 gol. Nessuno si è salvato, non ha girato il Medel invocato come santo da Mancini, non hanno funzionato i colpi di Melo e la rapidità di Perisic, asse su cui sarebbe girato il match se le cose fossero andate diversamente. Reset, e si riparte. Inter 15, Fiorentina 15: la strada, per il titolo, è tutta da costruire. Guai a chi si è illuso, bisogna navigare a vista in questa SerieA

C'è anche la provincia, dietro, che non ha di certo paura. Insegue il Torino, che provinciale non è affatto, ma che nel fare la parte della piccola, almeno in città, è diventato inossidabile e con Ventura che l'ha reso team unito, vero, può sognare. Non è vietato, e i presupposti sono buoni. Certo, bisogna evitare sofferenze inaudite come quella di ieri, ma l'inferiorità numerica ha pesato. Dal canto suo il Palermo deve aggiustare la difesa, poi la sfortuna ci mette del suo.
Anche il Sassuolo è li, attaccato, con una striscia di risultati utili che fa invidia alle big d'europa. Appaiata, oerò, appare la Lazio, che trova conferme utilissime, preziose e ritrova leader indiscussi e calciatori e veri: Biglia, su tutti. Anche Anderson, Keita...la squadra, quando gira, non è seconda a nessuno, escluso il settore difensivo(dove è emergenza, Mauricio continua a sbagliare). Ora, se arrivano anche le vittorie in trasferta, la crisi si può mettere in un cassetto e poi si può gettare la chiave. Spetta alla Lazio farlo, spetta a Pioli confermarlo.



Subito sotto però, Chievo a parte, c'è la Roma. Una Roma che festeggia a metà, sia il risultato che il compleanno di Totti, nonchè l'annuncio di Ilary di aspettare il terzo figlio(che bella notizia, auguri), ma di certo non si può gioire troppo, perché si riempie l'infermeria, nuovamente. Oltre ai lungodegenti, oltre al quasi recuperato Szczsceny, si fermano ai box Dzeko, keita e, appunto, il Capitano. Gli stop non sono brevi, ma la pausa può dare una mano. In riferimento al match, pochi dati, il Carpi è stato letteralmente travolto, complice una difesa inadeguata alla Serie A.

Vola il Napoli, affossata la Juve, che non si rialza più. Allegri non sa più cosa fare, alla squadra, nonostante lo si neghi a gran voce, manca la serenità, manca l'umiltà collettiva. E Pogba? Fantasma. Allegri, poi, cambiando sempre modulo non aiuta. La Juve deve vincere le prossime due, UCL e Campionato, e aspettare, respirare, ripartire. Il Napoli, invece, si coccola il lavoro certosino di Sarri che dà frutto, e torna ad amare i suoi campioni. Higuain è un fenomeno, poche storie.

Nelle altre, si ferma il Milan, che scende in campo sempre e solo per un tempo, avanza l'Udinese, e stasera la Samp a caccia di conferme.

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