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Viaggio in Turchia

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Ranieri per riparare

| Paolo Grimaldi |

Con l’arrivo al capolinea del rapporto tra Eusebio Di Francesco e la Roma abbiamo assistito ad un sorprendente ritorno nella capitale, quello di Claudio Ranieri. 

Dopo l’infelice esperienza al Fulham il coach romano è tornato in patria per risollevare le sorti di una squadra in enorme difficoltà. Risulta senza dubbio prematuro giudicare il lavoro svolto sino ad ora da Ranieri ma sarebbe interessante soffermarci sulle problematiche più rilevanti a cui deve porre rimedio il neoallenatore. 


via Gfycat

In primo luogo urge ridare solidità e compattezza ad una difesa che lo scorso anno risultava impenetrabile ma che quest’anno sembra realmente il punto debole della squadra. Vanno ritrovati giocatori come Fazio e Manolas che non possono reggere da soli gli attacchi avversari ma devono essere aiutati anche dai reparti di centrocampo e attacco. Nonostante i centrali e i terzini si siano resi protagonisti di imperdonabili sbavature, va ricordato che i successi della passata stagione vennero costruiti sulla fase difensiva di una Roma che non mollava un centimetro dalla trequarti avversaria fino alla propria area di rigore. Pertanto va ritrovata una cultura del lavoro e un’organizzazione che compensi ai limiti di alcuni singoli dimostratisi non all’altezza fino ad ora. Ranieri potrà sfruttare il potenziale di giovani su cui è stato investito molto e che ora devono dimostrare il proprio valore. Cristante è in crescita e al fianco di De Rossi, infortuni permettendo, può sviluppare una maggiore affidabilità e aiutare il capitano nella copertura alle spalle di Pellegrini e Zaniolo, tra le poche note positive di questa stagione, dotati di qualità importanti per fare da raccordo con il reparto d’attacco. 




El Shaarawy e Dzeko dovranno accendere la luce in fase offensiva aiutando la crescita di Kluivert, ancora un po’ acerbo, e di Patrik Schick, che, nonostante qualche errore tecnico di troppo, lascia intravedere maggiore tenacia e caparbietà. Ranieri deve centrare l’impresa di risollevare una squadra in caduta libera e per farlo deve far ritrovare coraggio, fiducia e disciplina tattica ad una Roma che Di Francesco definiva malata tanta la fragilità psicologica. 

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