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Viaggio in Turchia

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Eurosfidanti: Dinamo Kiev

| Andrea Piana |

In sintesi: Lazio favorita, Dinamo pericolosa.



Stasera la Lazio affronterà la Dinamo Kiev nell'andata degli ottavi di finale di Europa League. Dato che la partita si giocherà all'Olimpico, sarà fondamentale portare a casa un buon risultato, per non correre nessun rischio nella gara di ritorno, che si giocherà in un campo sempre insidioso.
La Dinamo, seconda nel campionato ucraino alle spalle dello Shakhtar (che per combinazione è l'avversario della Roma in Champions League), ha vinto il girone piazzandosi al primo posto davanti a Partizan, Young Boys e Skënderbeu ed è arrivata agli ottavi eliminando l'AEK Atene dopo un doppio pareggio (1-1 in Grecia e 0-0 in casa).
Sulla carta la squadra di Inzaghi è molto più forte degli ucraini, ma per una serie di motivi non bisogna sottovalutare questa squadra.

A livello individuale la Dinamo non ha giocatori estremamente pericolosi, ma la forza di questa squadra sta nell'organizzazione impressa dall'allenatore Alyaksandr Khatskevich, ex attaccante ucraino. Il tecnico schiera generalmente un 4-2-3-1, il suo modulo preferito, puntando soprattutto sul capitano Morozyuk e sul giovane Tsyganov, attivi sulla fasce, e sulla punta Junior Moraes, autore già di 6 gol in questa edizione dell'Europa League.
In difesa, nonostante l'assenza di grandi nomi, la squadra ucraina sembra abbastanza solida, pur non avendo ancora affrontato squadre al livello di quella biancoceleste; Immobile e Felipe Anderson rappresenteranno un banco di prova ben diverso rispetto agli attaccanti affrontati precedentemente in questa competizione.

Un'altra forza della Dinamo Kiev sta nell'ottimo rendimento in casa (tra l'altro, i biancocelesti dovranno affrontare un bel viaggio per giocare la gara di ritorno, che con tutta probabilità si svolgerà in condizioni climatiche ben diverse da quelle a cui siamo abituati in Italia). Per questo, indipendentemente dalla differenza tecnica tra le due squadre, per la Lazio sarà fondamentale vincere stasera, possibilmente anche con uno scarto che possa mettere in cassaforte il passaggio del turno.

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| Francesco Zamboni | Il 12 maggio è e sarà sempre una data importante per Verona e per i tifosi dell’Hellas. Nell’ormai lontana stagione 1984-1985 il Verona, guidato da Osvaldo Bagnoli si laureò per la prima e unica volta come campione di Italia.

MISSIROLI-GOL: SASSUOLO IN A!

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