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Viaggio in Turchia

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Svolta europea


La Roma che torna ai quarti dopo dieci anni, Montella che annienta Mourinho con lo stile Mourinho, Messi che trascina il Barcellona, poi, il solito Bayern.


Di Francesco, dopo un'andata imperfetta, imposta benissimo la gara dell'Olimpico e riesce a portare a casa un uno a zero tondissimo contro uno Shakhtar molto ordinato. Quando la testa c'è, i giallorossi dimostrano di aver compreso e di saper rappresentare molto bene i movimenti del 4-3-3 del tecnico, da ammirare soprattutto il 4-1-4-1 in fase difensiva. Tutte le catene hanno funzionato molto bene, ma soprattutto, come detto prima, c'è stata la testa. Il gol di Dzeko (pensate se se ne fosse andato) è la ciliegina. Così, dopo ben dieci anni, i giallorossi tornano con forza ai quarti di finale. Occhio alla possibilità di derby nel sorteggio di venerdì.


Poi, il Siviglia di Montella. Un Siviglia che, dopo anni di dominio incontrastato in Europa League, ora alza la voce nella grande competizione e lo fa con Montella (in crescita dal punto di vista tattico) in panchina, all'Old Trafford, contro Mourinho, con una combinazione andata-ritorno in perfetto stile Mourinho (che ora rischia). Ottimo lo schema, ottimo il carattere, tutto frutto di un sistema che funziona bene da un lungo periodo.


Al Camp Nou invece Messi la fa da padrone. Serve un netto 3-0 per annichilire un Chelsea di Conte liquido, che sembra già finito per mentalità e sistema tattico. Naturalmente rischia il posto anche lui. A Valverde il merito di aver avviato un nuovo progetto a Barcellona, il 4-4-2 cangiante sta fruttando dei risultati eccezionali. Il dominio in Liga non è del tutto casuale, insomma. E la parola triplete aleggia non poco sulla città catalana.


Infine, Heynckes. L'aggiusta-tutto, il risolvi-problemi, la salvezza di un Bayern ritrovato. Sempre sottovalutato, sta conducendo i bavaresi con facilità fino in fondo. Certo, molto dipenderà dal sorteggio, ma finora questa squadra facilmente può arrivare in finale, con sorpresa visto l'inizio di stagione. Tra le prime otto, se ci sono i campioni di Germania, è merito anche suo.

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