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Viaggio in Turchia

|  Federico Sborchia  | La Turchia è un paese magico, diviso su due continenti e toccato da altrettanti mari. In Turchia potete godervi il fascino immortale di Istanbul, potete sperimentare alcune meraviglie naturali come le terme di Pamukkale e i camini delle fate . Potete anche regalarvi una vacanza di mare ad Antalya o a Bodrum ma soprattutto potete osservare fino a che punto può giungere la decadenza di un uomo e soprattutto di un calciatore. La Turchia è un gigantesco calderone di culture, un crocevia storico come pochi altri e la Süper Lig ne è una degna espressione: un grandissimo mix di giocatori di ogni dove che qua confluiscono quando sentono vicina la fine. In questo viaggio vi accompagneremo di città in città e di squadra in squadra. Adana | Adana Demirspor Adana è ciò che resta della vecchia Antiochia di Cilicia, girando per Adana potete trovare il bellissimo castello armeno di Yılankale ma anche una notevole distesa di grattacieli. Tra le altre cose ad Adana...

A Verona lavorano per la A

di Paolo Brescia

Obiettivo 1 anno di purgatorio: check di fine ottobre: primato, una sola sconfitta, +18 di differenza reti. A Verona lavorano bene.
Giampaolo Pazzini, proprio lui: capocannoniere della B, fin qui.

Il Verona è la conferma, con merito, di questo avvio di stagione in B. Se la rivelazione dei primi turni era stato il Cittadella, capace di vittorie in serie non di poco conto, il Verona di Pecchia si è invece messo a fare l'andatura, e non lo sprint. D'altronde, l'assetto della squadra scaligera tutto poteva essere ma non quello da "lepre" che scatta forte subito per poi cedere. Il tutto è ancora da verificare, siamo a 12 giocate su 42, playoff esclusi. Insomma ne deve fare di strada una squadra costruita però essenzialmente per far durare il meno possibile il digiuno dalla A, una categoria tenuta a fatica per qualche tempo e persa con un campionato ai limiti della decenza lo scorso anno. Sicuramente affannato da una mancanza generale di stimoli, che invece sono tornati compatti quest'anno, tutti rinvigoriti dal carisma del citato Pecchia, che non è proprio l'ultimo degli sconosciuti: una carriera da giocatore fatta di tanto Napoli e un po' di Juve, qualche puntata nelle Nazionali minori e alcuni ruoli di prim'ordine al seguito di Rafa Benitez con Napoli, Real e Newcastle. Ora in Veneto, perché il suo gioco, fatto senza mezzi termini di possesso palla deciso, pungente,piace e porta i suoi parecchio avanti. Dopo due mesi di campionato le cose vanno decisamente bene, e nell'ultimo set di partite si è messo in luce, in avanti, un redivivo del nostro calcio, Pazzini. L'uomo che lo scorso anno non incise con Toni, nel disperato tentativo di salvare la baracca, quest'anno ha più reti che presenze (9<11).

Non di solo attacco vive un club, e l'altra fortuna è aver mantenuto l'ossatura della squadra, nonostante qualche partenza (in prestito) che in questi casi si rende inevitabile. Juanito Gomez si sente voluto bene, Ganz può esplodere, Valoti è il ragazzo del centrocampo che però segna con frequenza. E la difesa, la difesa che subisce appena 7 gol contro i 27 fatti. Risultato preferito dai gialloblù? Il 4-1, sia esso interno o in trasferta. A Verona si lavorA.



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