Passa ai contenuti principali

Viaggio in Turchia

|  Federico Sborchia  | La Turchia è un paese magico, diviso su due continenti e toccato da altrettanti mari. In Turchia potete godervi il fascino immortale di Istanbul, potete sperimentare alcune meraviglie naturali come le terme di Pamukkale e i camini delle fate . Potete anche regalarvi una vacanza di mare ad Antalya o a Bodrum ma soprattutto potete osservare fino a che punto può giungere la decadenza di un uomo e soprattutto di un calciatore. La Turchia è un gigantesco calderone di culture, un crocevia storico come pochi altri e la Süper Lig ne è una degna espressione: un grandissimo mix di giocatori di ogni dove che qua confluiscono quando sentono vicina la fine. In questo viaggio vi accompagneremo di città in città e di squadra in squadra. Adana | Adana Demirspor Adana è ciò che resta della vecchia Antiochia di Cilicia, girando per Adana potete trovare il bellissimo castello armeno di Yılankale ma anche una notevole distesa di grattacieli. Tra le altre cose ad Adana...

Problemi a Dortmund

Emanuele Ciccarese

Cosa non va nella squadra di Tuchel.







Sesto posto, a -6 dalla vetta dopo 8 partite, ultima vittoria in campionato il 23 settembre. La situazione dei gialloneri in Bundesliga non è delle più felici. I proclami di inizio stagione erano diversi. Con un Bayern alla continua ricerca dell'identità, il Borussia avrebbe potuto sfruttare meglio questa situazione e ora parleremmo d'altro. Ma smettiamola di parlare dei rimpianti e concentriamoci sul presente.

La squadra di Tuchel ha realizzato 20 reti e subite 10, mantenendo possesso palla e supremazia territoriale (baricentro) piuttosto costanti e alte. Sono dati che confermano l'idea generale del tecnico, quella di proporre il proprio gioco, ricco di pressing, gegenpressing e tagli in profondità dei trequartisti, sempre veloci e dotati di buona inventiva.



Le cose che non funzionano sono probabilmente due. Innanzitutto, lo stesso Tuchel ha ammesso che la squadra sbaglia troppo spesso i passaggi e le finalizzazioni negli ultimi 10-20 metri, colpa della fretta e della freneticità della squadra che spesso ragiona poco, specialmente quando trova difese che tendono a chiudersi.

Il secondo punto è la disorganizzazione. È abbastanza chiaro che il Borussia vuole, con questo sistema di gioco, privare di punti di riferimento le squadre avversarie, ponendo sulla linea dei trequartisti giocatori molto differenti tra loro, che cambiano spesso posizione, una sorta di Falso nove. Il problema è che prima di applicare questo tipo di sistema, è necessario avere una squadra consolidata. Poi, passare da una partita all'altra dal 4-1-4-1 al 4-2-3-1 e poi al 4-3-3 non aiuta di certo la squadra, composta da elementi molto giovani.

Popolari

The Toffees

Di Francesco Zamboni I soprannomi dell'Everton non sono noiosi e banali come quelli del tipo "The Blues".

Juventus e Roma, rivalità continua

| rio_alve | <<Al cuore, Ramòn, al cuore!>> forse è la battuta più nota di quel capolavoro che è stato “Per un pugno di dollari”. Il Ramòn protagonista della nostra storia però non è certo il messicano dalla barba incolta interpretato magistralmente da Gian Maria Volonté bensì un ragazzotto di Varazze che all’anagrafe risponde al nome di Maurizio Turone detto per l’appunto Ramòn. Maurizio Turone era stato un buon giocatore, di ruolo difensore, con un palmares di tutto rispetto dove riluce una Coppa delle Coppe targata Milan. Ma proprio come il protagonista di uno spaghetti western, Maurizio “Ramon” Turone, di sfide e duelli finali se ne intende. Protagonista in negativo della Fatal Verona del 20 maggio 1973 sarà ricordato per sempre grazie ad una locuzione ormai immortale: “il gol di Turone”, episodio che inasprì la rivalità tra Roma e Juventus e che ancora oggi non è completamente elaborato, superato. Eh sì perché parlare di Juve e Roma, nella settimana in cui incroce...

Pellegri: Inizio magico, futuro roseo

|  Emanuele Onofri | Pietro Pellegri: chi è, come gioca, come ha esordito e quindi perchè potrà sfondare.

Premier, primi botti con le big già in vetta

| Luca Balbinetti | Con l’etichetta di “campionato più bello del mondo” la Premier deve conviverci ogni anno, niente di nuovo insomma, se non fosse che quest’anno gli spunti per seguire il campionato inglese sembrano essere infiniti, e fanno dello stesso probabilmente il campionato più atteso e seguito di sempre. Tutto il mondo è pronto ad ammirare le tante squadre candidate al titolo, guidate da molti degli allenatori migliori al mondo. Le prime due giornate hanno già regalato spettacolo, il ManCity di Pep Guardiola sembra essere già una macchina perfetta, certo è presto, troppo presto; ma la squadra del manager spagnolo sembra aver acquisito perfettamente i dogmi del proprio allenatore, regalando spettacolo offensivamente, ma il vero lavoro di Guardiola sarà migliorare di molto rispetto agli scorsi anni la fase difensiva. Intanto i tifosi si godono El Kun Aguero, si sapeva che Guardiola avrebbe fatto migliorare molto l’attaccante argentino, ma se questo è l’iniz...