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Viaggio in Turchia

|  Federico Sborchia  | La Turchia è un paese magico, diviso su due continenti e toccato da altrettanti mari. In Turchia potete godervi il fascino immortale di Istanbul, potete sperimentare alcune meraviglie naturali come le terme di Pamukkale e i camini delle fate . Potete anche regalarvi una vacanza di mare ad Antalya o a Bodrum ma soprattutto potete osservare fino a che punto può giungere la decadenza di un uomo e soprattutto di un calciatore. La Turchia è un gigantesco calderone di culture, un crocevia storico come pochi altri e la Süper Lig ne è una degna espressione: un grandissimo mix di giocatori di ogni dove che qua confluiscono quando sentono vicina la fine. In questo viaggio vi accompagneremo di città in città e di squadra in squadra. Adana | Adana Demirspor Adana è ciò che resta della vecchia Antiochia di Cilicia, girando per Adana potete trovare il bellissimo castello armeno di Yılankale ma anche una notevole distesa di grattacieli. Tra le altre cose ad Adana...

Volare senza ali, è possibile?

di Emanuele Onofri

Sembrava una serata quasi perfetta quella di mercoledì sera per la Roma. 


L'ostica sfida a Reggio Emilia contro il Sassuolo dell'ex giallorosso Di Francesco, si avviava verso un epilogo che sorrideva alla squadra capitolina : 1-3 in rimonta agli emiliani, ennesimo gol di Dzeko (10 in 10 partite di campionato) e il rientro dall'infortunio di Antonio Rüdiger che andava ad integrare quello che ormai sembrava un reparto completo. Ma nella storia della Roma qualcosa che va storto ci deve sempre essere, quel fulmine a ciel sereno che ti lascia sbigottito: minuto 81, Florenzi fa una chiusura ripiegando verso il centro, poggia male la gamba, fa un saltello su se stesso, che ricorda quello di Strootman a Napoli, e cade a terra. L'entità dell'infortunio sembra subito grave, i compagni chiamano subito l'intervento del medico in campo. Paredes ha le mani sulla testa, molti si avvicinano al ragazzo di Vitinia per fargli forza. Come si sa, i migliori medici per noi siamo noi stessi, infatti Florenzi, uscendo in barella, dice a Spalletti:”Mister, me so rotto il crociato”. E purtroppo Florenzi aveva avuto la giusta sensazione. Ieri è stato operato a Villa Stuart, dove si è recato appena rientrato a Roma e dove ha aspettato l'esito degli esami, supportato dalla famiglia e da Daniele De Rossi, rimasto in clinica fino a notte inoltrata per restare vicino all'amico. Subito sono arrivati i messaggi di solidarietà da parte dei compagni e dai colleghi calciatori, che riconoscono l'integrità e l'umanità di un uomo che dovrebbe essere il simbolo di questo sport, per come lo vive, per la dedizione in allenamento e la tenacia in partita. 

L'infortunio di Florenzi, oltre a rappresentare un brutto colpo a livello psicologico, potrebbe creare un problema non irrilevante a Spalletti che, con Florenzi terzino destro ma con licenza di sganciarsi in attacco, aveva trovato l'equilibrio di cui necessitava la squadra, lo stesso equilibrio che gli aveva permesso di espugnare con una prestazione da applausi il San Paolo. Con Bruno Peres fuori quel posto dovrà essere ricoperto da Rüdiger, che ha caratteristche completamente diverse da quelle di Florenzi e che soprattutto dovrà riprendere a giocare subito a pieno regime nonostante il lungo periodo di stop. 

Cosa ancora più incredibile è che il crociato rotto di Florenzi si va ad aggiungere a quello di Rüdiger e Mario Rui, arrivando ad un totale di tre da giugno ad oggi. Veramente una maledizione per la Roma, che si trova sempre a dover rimediare agli infortuni e quindi a diversificare il modo di stare in campo. 

Nonostante questo nulla è ancora scritto per il campionato: la Juventus sembra avere una leggera flessione nel gioco rispetto allo scorso anno e i giallorossi sono solo a meno due punti con il Napoli che farà visita proprio alla Juve sabato alle 20.45. Se la Roma manterrà l'efficacia sotto porta, abbinandola ad una buona fase difensiva, potrà seriamente infastidire Buffon e compagni.

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