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Viaggio in Turchia

|  Federico Sborchia  | La Turchia è un paese magico, diviso su due continenti e toccato da altrettanti mari. In Turchia potete godervi il fascino immortale di Istanbul, potete sperimentare alcune meraviglie naturali come le terme di Pamukkale e i camini delle fate . Potete anche regalarvi una vacanza di mare ad Antalya o a Bodrum ma soprattutto potete osservare fino a che punto può giungere la decadenza di un uomo e soprattutto di un calciatore. La Turchia è un gigantesco calderone di culture, un crocevia storico come pochi altri e la Süper Lig ne è una degna espressione: un grandissimo mix di giocatori di ogni dove che qua confluiscono quando sentono vicina la fine. In questo viaggio vi accompagneremo di città in città e di squadra in squadra. Adana | Adana Demirspor Adana è ciò che resta della vecchia Antiochia di Cilicia, girando per Adana potete trovare il bellissimo castello armeno di Yılankale ma anche una notevole distesa di grattacieli. Tra le altre cose ad Adana...

La Premier è realmente chiusa?

| Luca Balbinetti |

Doveva essere, a rigore, il campionato inglese più spettacolare degli ultimi anni. Si prevedeva grande equilibrio, eppure a metà gennaio (o anche prima) la Premier sembra già in mano a Conte, e non è solo "colpa" sua. 
Diego Costa ha chiarito con Conte a suon di gol

Le avversarie dei Blues non si stanno dimostrando all'altezza, per motivi simili. Il Manchester City l'Arsenal ed il Liverpool si assomigliano, per caratteristiche tattiche: tutte e tre le squadre prediligono il gioco offensivo a volte spregiudicato alla gestione difensiva delle partite. Ma l'impronta tattica non sopperisce alla grande pecca che accomuna tutte le squadre all'inseguimento del Chelsea:la composizione della squadra. Tutte le compagini sopra citate hanno un collettivo sulla carta mozzafiato, delle rose piene di talenti capaci di cambiare la partita da un momento all'altro, ma sono anche caratterizzate dalla notevole assenza di elementi carismatici. Ce ne sono certo, ma non bastano uno o due elementi che hanno vinto ad esempio un solo trofeo e spesso non da protagonisti. Il gruppo nel calcio è determinante e il gruppo si costruisce attorno a dei leader che giochino t titolari o meno, non importa, l'importante è averli accanto nei momenti decisivi. Questo manca alle squadre messe in coda da Antonio Conte, l'esperienza di gestire momenti difficili. 

Il Manchester City ha cominciato il suo lento declino subito dopo la prima sconfitta in stagione, dopo che nelle prime giornate non aveva sbagliato quasi niente, forse facendo pensare agli stessi giocatori di essere una macchina perfetta, che però, al primo stop, ha fatto venire a galla ogni limite, match dopo match. Discorso diverso va fatto per il Manchester United. La squadra di Mourinho ha un assetto totalmente differente dalle squadre prese in considerazione in precedenza; è fatta di leader (forse troppi), con i quali Mou all'inizio ha trovato grandi difficoltà, nella speranza di farli convivere "pacificamente". Dopo una fase pessima di stagione in cui alcune scelte sbagliate dell'allenatore avevano creato un po' di caos, è stato bravo e scaltro il portoghese a tornare sui suoi passi. Ha modificato l'aspetto tattico della formazione e ha trovato una quadratura che ora sta portando più punti e più gioco. Ma il ritardo dalla vetta era enorme, difficile pensare ad una rimonta sulla vetta.

Discorso ben diverso è quello del Tottenham, squadra meravigliosa. Costruita perfettamente da un allenatore che imprime un'identità ben precisa, palla a terra, in velocità con tutti gli interpreti coinvolti nella manovra, se non fosse così giovane e spensierata (e se non avesse una differenza notevole di appeal rispetto alle altre) avrebbe potuto occupare posizioni ancora più nobili di classifica. Continuando così possono sbaragliare la concorrenza, per il secondo posto, s'intende.


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