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Viaggio in Turchia

|  Federico Sborchia  | La Turchia è un paese magico, diviso su due continenti e toccato da altrettanti mari. In Turchia potete godervi il fascino immortale di Istanbul, potete sperimentare alcune meraviglie naturali come le terme di Pamukkale e i camini delle fate . Potete anche regalarvi una vacanza di mare ad Antalya o a Bodrum ma soprattutto potete osservare fino a che punto può giungere la decadenza di un uomo e soprattutto di un calciatore. La Turchia è un gigantesco calderone di culture, un crocevia storico come pochi altri e la Süper Lig ne è una degna espressione: un grandissimo mix di giocatori di ogni dove che qua confluiscono quando sentono vicina la fine. In questo viaggio vi accompagneremo di città in città e di squadra in squadra. Adana | Adana Demirspor Adana è ciò che resta della vecchia Antiochia di Cilicia, girando per Adana potete trovare il bellissimo castello armeno di Yılankale ma anche una notevole distesa di grattacieli. Tra le altre cose ad Adana...

Perché paga sempre l'allenatore?

| Francesco Lalopa |

Nel nostro ultimo pezzo del 2016 ci siamo chiesti se avremmo perso il Valencia. Per ora però, abbiamo solamente perso Cesare Prandelli. 
E lunedì c'è lo scontro salvezza con l'Osasuna



Non devono essere state delle Feste di Natale felici per Cesare Prandelli che, il 30 dicembre, ha rassegnato le proprie dimissioni da guida tecnica del Valencia, Club che quest'anno lo aveva chiamato per risollevare le sorti di una stagione, ora più che mai, compromessa. 

Una scelta difficile, quasi sofferta, che è arrivata in un momento criptico per una squadra che lotta per non retrocedere: il mercato di riparazione invernale. 
Un gesto di grande integrità morale per una persona che ha fatto dell'etica un punto cardine della propria figura pubblica e che avrebbe benissimo potuto aspettare di essere esonerato per intascare il resto del lauto stipendio promessogli da Lim, presidente del Valencia. 
Tutto a causa delle mancate promesse della dirigenza singaporiana, che prima acconsente all'acquisto di 4 giocatori, vitali per permettere alla squadra di lottare per la salvezza, e che poi ritratta per limitare la scelta tra una punta ( era già in arrivo Zaza ) ed un centrocampista. 

A farne le spese però è stato Prandelli, l'allenatore, come troppo spesso accade nel calcio: vittima di una società assente e incurante dei problemi di una squadra inadatta a lottare per le posizioni che contano, il vero obiettivo dell'ambizioso ( a parole ) Lim, e di un gruppo che poco stava facendo per risollevare le sorti di una stagione disastrosa, rischiando addirittura di far retrocedere una delle società storiche della Spagna in Segunda Division.

Noi, intanto, facciamo i nostri migliori auguri a Prandelli, sperando che torni presto a guidare una squadra importante, magari in Serie A. Perché è una di quelle persone del calcio che ci piacciono e che al calcio fanno bene.

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