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Viaggio in Turchia

|  Federico Sborchia  | La Turchia è un paese magico, diviso su due continenti e toccato da altrettanti mari. In Turchia potete godervi il fascino immortale di Istanbul, potete sperimentare alcune meraviglie naturali come le terme di Pamukkale e i camini delle fate . Potete anche regalarvi una vacanza di mare ad Antalya o a Bodrum ma soprattutto potete osservare fino a che punto può giungere la decadenza di un uomo e soprattutto di un calciatore. La Turchia è un gigantesco calderone di culture, un crocevia storico come pochi altri e la Süper Lig ne è una degna espressione: un grandissimo mix di giocatori di ogni dove che qua confluiscono quando sentono vicina la fine. In questo viaggio vi accompagneremo di città in città e di squadra in squadra. Adana | Adana Demirspor Adana è ciò che resta della vecchia Antiochia di Cilicia, girando per Adana potete trovare il bellissimo castello armeno di Yılankale ma anche una notevole distesa di grattacieli. Tra le altre cose ad Adana...

Nizza sogna, Parigi insegue


Una volta dominava il Marsiglia, poi il Lione, infine il Psg. Ma quest'anno in Francia le cose sono cambiate. E tanto. 


Il Nizza campione d'inverno è sì una sorpresa, ma relativa. Il club del presidente Rivere sta investendo in maniera funzionale e oculata da 4 anni, puntando su giovani in cerca di gloria (Sarr, Cyprien, Plea), campioni incompresi (Ben Arfa prima, Balotelli ora), giocatori dimenticati (Dante) e su allenatori concreti e capaci di valorizzare le giovani leve. Da Puel a Favre non è cambiato nulla. Anzi, è cambiato in meglio. Il Nizza ha chiuso quarto in classifica due volte negli ultimi 4 anni e quest'anno, al termine dell'andata, è davanti a tutti. La casualità lasciamola altrove. Miglior difesa con 13 gol incassati, terzo miglior attacco e una sola sconfitta. I numeri non mentono. Il primato è meritato e legittimo. E se non vi bastano questi dati, basta guardare gli scontri-diretti contro le tre dirette inseguitrici: 4-0 al Monaco, 2-2 a Parigi e 2-0 al Lione. Eppure il campionato è bellissimo, dopo il noioso monopolio del Psg dello scorso anno, con una Ligue 1 già sepolta prima di Natale. Il Monaco insegue a -2, grazie ad un attacco atomico (56 gol fatti) e a un gioco spesso molto divertente sotto il profilo estetico, grazie ai colpi di classe di Bernardo Silva e Lemar, utili a innescare Germain e il ritrovato Falcao (11 gol).


Tutti si attendono, legittimamente, una flessione del Nizza e una crescita del Psg, terzo a -5 ma con adesso a disposizione il talento di Julian Draxler. Il tedesco, se sta bene, è uno che garantisce un signficativo salto di qualità. Cavani è una sentenza (già 18 centri in campionato), ma i problemi e le fragilità stanno in una squadra poco reattiva ai dettami di Emery, imprigionata in troppi individualismi e nel rendimento insufficiente di alcuni big, Di Maria su tutti (non a caso ripetutamente fischiato dal suo pubblico).


Il discorso per il titolo va allargato anche al Lione, a cui dovrebbero essere dati prima o poi i 3 punti a tavolino della gara di Metz quando un petardo colpì Lopes. In tal caso l'OL salirebbe a -7 dalla vetta, margine ampiamente recuperabile considerando le rimonte nelle ultime due stagioni prodotte da Lacazette e soci. Il vero problema del Lione è la discontinuità e la follia di una squadra che può battere chiunque e perdere con chiunque. Prima di Natale però in campionato sono arrivate 8 vittorie di fila. Sottovalutare il club di Aulas sarebbe una follia.
Infine una considerazione sul Marsiglia, la squadra più amata e odiata di Francia. Con Rudi Garcia in panchina sono arrivate solo 2 sconfitte in 10 partite di Ligue 1 e l'OM ha vinto le ultime 4, portandosi al quinto posto a -9 dal Psg. Insomma, ci sono segnali di ripresa dalle parti del Velodrome. E anche questa è una bella notizia...

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