| Federico Sborchia | La Turchia è un paese magico, diviso su due continenti e toccato da altrettanti mari. In Turchia potete godervi il fascino immortale di Istanbul, potete sperimentare alcune meraviglie naturali come le terme di Pamukkale e i camini delle fate . Potete anche regalarvi una vacanza di mare ad Antalya o a Bodrum ma soprattutto potete osservare fino a che punto può giungere la decadenza di un uomo e soprattutto di un calciatore. La Turchia è un gigantesco calderone di culture, un crocevia storico come pochi altri e la Süper Lig ne è una degna espressione: un grandissimo mix di giocatori di ogni dove che qua confluiscono quando sentono vicina la fine. In questo viaggio vi accompagneremo di città in città e di squadra in squadra. Adana | Adana Demirspor Adana è ciò che resta della vecchia Antiochia di Cilicia, girando per Adana potete trovare il bellissimo castello armeno di Yılankale ma anche una notevole distesa di grattacieli. Tra le altre cose ad Adana...
| Paolo Brescia |
Ha ancora poco da produrre e da farci osservare, la Serie A 2016-2017. Un giro, un turno fondamentale, il 36°: Roma-Juve, Toro-Napoli. Il destino dell'europa diretta, tutto qui. In basso si gioca tutto il Crotone con l'Udinese. Un Cagliari senza nessun obiettivo, però, accoglie l'Empoli. Difficile, ma anche dovesse essere -2 a quel punto per i calabresi arrivano Juve e Lazio, per i toscani Atalanta e il già retrocesso Palermo. La Serie A, lo capite da voi, è arrivata in riserva, è al capolinea stagionale.
Higuain e Dzeko, la sfida finale verso il trono del capocannoniere è qui. Il primo non sbaglia mai, nei momenti davvero topici del campionato. Il suo è un assolo, il suo è un prezioso monologo. A girare è ovviamente tutta la Juve, chiamata ora a contenere in serenità il Monaco e partire per Cardiff. (A quel punto, finale anticipato in A, Coppa Italia tutta da giocare mercoledì prossimo contro una Lazio superba- capace di rifilarne 7 alla Samp, e per Inzaghi sono 70 reti!- e supersfida al Real).
Onore al Toro, perché ha mostrato gli artigli e si è difeso con tutto se stesso. La forza di un derby esce anche in stagioni senza infamia e senza lode, con l'acuto-perla- di Lijaic. Che fosse giusto il pari lo abbiamo visto tutti, con la Juve sempre davanti. Che Acquah non fosse da espellere, anche. Peccato, una mezz'ora senza'altro condizionata e condizionante per il Toro.
Non è all'Acquah di rose la prestazione della Roma nella scala del calcio. Gol e dominio contro un Milan senza voglia. Sono 4/4 le vittorie con le milanesi per i giallorossi (solo 1 punto in due gare con l'altra lombarda, l'Atalanta), un buon bottino, e soprattutto due ottime prestazioni proprio al Mezza. Se quella con l'Inter coincideva con un periodo strabiliante, quella di ieri arriva dopo un mese di pesanti amarezze, critiche e supposizioni. Alimentate, esplose e confermate dal derby di domenica scorsa. "Tornassi indietro, non verrei mai ad allenare la Roma", dice Spalletti a fine gara, che parla con numeri strepitosi, Media gol e qualità senza discussione. Ma anche con frasi, scelte e dichiarazioni poco chiare. Ormai, resta davvero poco tempo, capiremo tutto (anche) noi, placidamente accusati dal mister di remare contro. Il punto di maggior forza per lui, ma soprattutto per la Roma, sarà invece vincere contro la Juve domenica sera. Col campionato, quello amaro eppure di vertice, che potrebbe chiudersi con tutt'altra espressione sul viso, e- chissà - cambiare le carte sul tavolo.
Segue a ruota un Napoli strepitoso. Non c'è azione partenopea che non faccia scattare in piedi, nonostante servano piedi di piombo, perché davanti gli Azzurri concretizzano 1 tiro su 5 in media. Non è la migliore delle cose. Questo perché spesso gli avanti cercano la giocata da capogiro, l'applauso al posto della concretezza. Ma che piacere, vedere Sarri in condizione. Un piccolo, ulteriore balzo è l'aver superato quota 100 gol in stagione.
Resta il nodo 6 posto, con le fresche Lazio e Atalanta che viaggiano in Europa. Il nodo di quelle tre, Milan, Inter e Fiorentina che fanno a gara per evitarlo, per fuggire da una stagione che partirebbe il 27 luglio presentando insidie, stanchezza e una preparazione (calendario delle amichevoli incluso, e sono tanti soldi) tutta da rifare. Una dovrà spuntarla, ma facciamo così, a questo punto, aboliamolo e passiamo dal 5 al 7, come negli alberghi non troviamo la stanza 13 o la 17. Provocazione a parte, resta l'amaro di squadra ingabbiate nel loro stesso destino. Ai punti vediamo l'Inter favorita, ma con una innegabile scossa da prendere in questi tre turni, perché 2 punti nelle ultime 7 sono umilianti in tutto. Genoa vittoria salvezza.