| Federico Sborchia | La Turchia è un paese magico, diviso su due continenti e toccato da altrettanti mari. In Turchia potete godervi il fascino immortale di Istanbul, potete sperimentare alcune meraviglie naturali come le terme di Pamukkale e i camini delle fate . Potete anche regalarvi una vacanza di mare ad Antalya o a Bodrum ma soprattutto potete osservare fino a che punto può giungere la decadenza di un uomo e soprattutto di un calciatore. La Turchia è un gigantesco calderone di culture, un crocevia storico come pochi altri e la Süper Lig ne è una degna espressione: un grandissimo mix di giocatori di ogni dove che qua confluiscono quando sentono vicina la fine. In questo viaggio vi accompagneremo di città in città e di squadra in squadra. Adana | Adana Demirspor Adana è ciò che resta della vecchia Antiochia di Cilicia, girando per Adana potete trovare il bellissimo castello armeno di Yılankale ma anche una notevole distesa di grattacieli. Tra le altre cose ad Adana...
Ajax e United si sfideranno nella finale di Europa League con l'obiettivo comune di ritornare influenti nel vecchio continente. Cosa hanno da temere l'una dell'altra?
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L'abbraccio dell'Old Trafford. |
FUTURISMO AJAX
Gli Olandesi rappresentano una delle squadre più influenti e gloriose di sempre, ma non alzano una coppa Europea dal '95. Età media 23 anni, gioco efficace e di riaggressione e rosa puntellata di talenti (base futuribile necessaria per la rinascita) sono dati di fatto che caratterizzano la formazione attuale. Per lo United sarà pericoloso il pressing sanguinoso con cui i biancorossi tentano il contropiede, facilitato da giocatori tecnici e rapidi sulle fasce e soprattutto sulla trequarti, anche alle spalle della punta. È una squadra che gioca col coltello fra i denti, realizza fraseggi offensivi disorientanti per l'avversario e si adatta facilmente alla partita: Bosz ha studiato bene i sistemi con cui affrontare tornei a eliminazione diretta come l'Europa League, a dimostrazione di quello che è successo durante il cammino.
RINASCIMENTO UNITED
Parliamoci chiaro: non vincere questo trofeo per Mourinho sarebbe quasi un fallimento, dopo il mercato faraonico richiesto da egli stesso e l'hype creatosi da parte della piazza, che, come ormai ben sappiamo, è particolarmente esigente e piuttosto spazientita per il declino del periodo post-Fergusiano. Mourinho ha saputo creare un equilibrio tattico e motivazionale giusto nella rosa a disposizione, e soprattutto può vantare di fuoriclasse valorizzati, come il nascente Rashford, capace già di decidere le partite (vedi l'andata con il Celta Vigo). L'adattabilità al contesto della partita è un elemento in più da tenere d'occhio per l'Ajax (oltre al talento), la squadra spesso cambia schieramento a partita in corso per correggere gli errori in pochi minuti, il tutto è ovviamente facilitato dall'esperienza dell'allenatore e dalla versatilità di alcuni elementi della squadra.
Vedremo se cambierà qualcosa da qui ai giorni precedenti alla finale, ma di certo a Stoccolma qualcuno risorgerà.