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Viaggio in Turchia

|  Federico Sborchia  | La Turchia è un paese magico, diviso su due continenti e toccato da altrettanti mari. In Turchia potete godervi il fascino immortale di Istanbul, potete sperimentare alcune meraviglie naturali come le terme di Pamukkale e i camini delle fate . Potete anche regalarvi una vacanza di mare ad Antalya o a Bodrum ma soprattutto potete osservare fino a che punto può giungere la decadenza di un uomo e soprattutto di un calciatore. La Turchia è un gigantesco calderone di culture, un crocevia storico come pochi altri e la Süper Lig ne è una degna espressione: un grandissimo mix di giocatori di ogni dove che qua confluiscono quando sentono vicina la fine. In questo viaggio vi accompagneremo di città in città e di squadra in squadra. Adana | Adana Demirspor Adana è ciò che resta della vecchia Antiochia di Cilicia, girando per Adana potete trovare il bellissimo castello armeno di Yılankale ma anche una notevole distesa di grattacieli. Tra le altre cose ad Adana...

Chelsea: vittoria in salita?



 In casa Chelsea le difficoltà non mancano e il mercato non è stato esaltante: dipenderà tutto dalla gestione di Conte?

Dopo la vittoria del titolo i tifosi del Chelsea tutto potevano aspettarsi tranne una polemica tra il club e Conte che stava portando quest'ultimo a lasciare il club. Alla fine l'ex allenatore della Nazionale ha deciso di firmare un rinnovo fino al 2019 con la promessa di ottenere importanti rinforzi in vista della Champions League; tuttavia il mercato è stato tutt'altro che esaltante.Dopo una vita in Blues, John Terry ha deciso di scendere di categoria e unirsi alla causa dell'Aston Villa per provare a riportare il club di Birmingham in Premier; Matic ha deciso di ricongiungersi con Mourinho dopo il titolo del 2015 passando al Manchester United mentre Diego Costa è stato scaricato proprio da Conte e sembra destinato a ritornare all'Atletico nonostante il blocco del mercato del club di Madrid.



In entrata il Chelsea ha messo a segno un colpo per reparto: il secondo portiere Caballero, Rüdiger in difesa, Bakayoko in mediana e Morata in attacco.
Rüdiger, pupillo del tecnico salentino, è stato preso per circa 40 milioni dalla Roma dopo due stagioni in continua crescita che gli hanno permesso di conquistarsi un posto nella nazionale tedesca con cui ha anche vinto la Confederations Cup. Bakayoko, costato all'incirca come Rüdiger, dovrà prendere il posto di Matic ed è molto affine al prototipo di box-to-box midfielder, un giocatore che sa recuperare palla e portarla per rifornire gli attaccanti, infatti tra le sue migliori statistiche risultano le palle recuperate e i dribbling riusciti. Il colpo più pesante però è stato senza dubbio Alvaro Morata: dopo averlo già richiesto ai tempi della Juventus ma senza essere riuscito ad allenarlo, Conte ha deciso di spendere circa 65 milioni di Euro per averlo al Chelsea. Un investimento importante per un giocatore che raramente è riuscito a essere un titolare fisso nelle squadre in cui ha giocato ma che nell'ultima stagione ha trovato la rete per 15 volte con una media di un gol ogni 89 minuti di gioco. Giunto finalmente alla grande occasione, Morata dovrà dimostrare di essere all'altezza di una maglia da titolare.


Rüdiger e Morata hanno già avuto modo di scendere in campo durante la finale del Community Shield, subentrando nel finale ma senza avere un impatto positivo: un errore in marcatura del tedesco ha portato al gol del pareggio dell'Arsenal e l'errore dal dischetto di Morata ha regalato la vittoria finale ai Gunners. Bakayoko invece non ha figurato nella partita a causa di un infortunio che probabilmente lo terrà fuori anche dalla partita contro il Burnley.


L'esordio contro il Burnley sembra una partita abbastanza facile per il Chelsea, che però non potrà inoltre contare su Moses, squalificato dopo l'espulsione nella finale di FA Cup di maggio, e Hazard, ancora infortunato. La strada verso la riconferma dei campioni sembra in salita e Conte dovrà essere davvero abile a gestire il doppio impegno con una rosa che al momento non sembra all'altezza per farlo, ammesso che non arrivi qualche altro giocatore.

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