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Viaggio in Turchia

|  Federico Sborchia  | La Turchia è un paese magico, diviso su due continenti e toccato da altrettanti mari. In Turchia potete godervi il fascino immortale di Istanbul, potete sperimentare alcune meraviglie naturali come le terme di Pamukkale e i camini delle fate . Potete anche regalarvi una vacanza di mare ad Antalya o a Bodrum ma soprattutto potete osservare fino a che punto può giungere la decadenza di un uomo e soprattutto di un calciatore. La Turchia è un gigantesco calderone di culture, un crocevia storico come pochi altri e la Süper Lig ne è una degna espressione: un grandissimo mix di giocatori di ogni dove che qua confluiscono quando sentono vicina la fine. In questo viaggio vi accompagneremo di città in città e di squadra in squadra. Adana | Adana Demirspor Adana è ciò che resta della vecchia Antiochia di Cilicia, girando per Adana potete trovare il bellissimo castello armeno di Yılankale ma anche una notevole distesa di grattacieli. Tra le altre cose ad Adana...

La calda estate del Barcellona

| Federico Sborchia |

Quella appena conclusa è probabilmente stata l'estate più difficile per il Barcelona. Iniziata con la pesante contestazione da parte di soci e tifosi alla giunta Bartomeu, il mercato che doveva riavvicinare i catalani a un Real Madrid in costante crescita e reduce dalla doppietta Liga-Champions ha in realtà allargato il gap tra le due squadre.


La chiusura della felice (ma non troppo) parentesi Luis Enrique ha portato in panchina l'ex tecnico del Bilbao Ernesto Valverde, che con i baschi ha messo in mostra una buona organizzazione tattica e atletica, lanciando inoltre giocatori dal grande talento come Laporte e Williams.

Il momento clou dell'estate del Barcelona è stato però la trattativa che ha portato Neymar al PSG per la cifra record di 222 milioni di Euro. Se già la perdita di un giocatore chiave è di per sé dannosa, il tempismo con cui si è conclusa l'ha resa catastrofica: il Barça ha dovuto infatti fronteggiare la chiusura degli altri club, contrari a cedere i propri giocatori chiave con l'inizio dei campionati incombente. Il principale obiettivo del mercato blaugrana doveva essere Coutinho ma il Liverpool ha deciso di trattenere il giocatore, nonostante questi volesse andare via, anche a fronte di offerte da oltre 100 milioni. Ha fatto seguito un'estenuante trattativa con il Borussia Dortmund per il giovane talento Ousmane Dembélé, che pur di andare nel club dei suoi sogni si è reso irreperibile per giorni. Nonostante l'opposizione del club tedesco, l'affare è andato in porto per l'incredibile cifra di 150 milioni di Euro, permettendo a Valverde di avere a disposizione uno dei talenti più cristallini in circolazione.


Meno esaltante sotto ogni aspetto è stato l'acquisto del brasiliano Paulinho: il brasiliano, 29 anni, ha avuto una carriera deludente ad alti livelli, tanto che il Tottenham non si è fatto troppi problemi a mandarlo in Cina nel 2015; numerosi sono i dubbi sulla sua qualità e sull'apporto che potrà dare al suo nuovo club.
Senza dubbio più utili potrebbero essere Deulofeu e Nelson Semedo: il primo ha trovato la sua dimensione negli ultimi sei mesi al Milan dove ha contribuito al ritorno in Europa e dimostrato la maturità necessaria per tornare a giocare nel club in cui è cresciuto; il secondo, preso dal Benfica, è uno dei migliori prospetti nel ruolo di terzino destro ed è plausibile che prenderà subito una maglia da titolare in virtù delle alterne fortune avute dai precedenti interpreti di quel ruolo. 


L'esordio ufficiale del Barça è stato molto deludente: la doppia sconfitta contro il Real in supercoppa e l'infortunio di Suarez hanno messo subito Valverde in difficoltà; tuttavia la reazione è arrivata in campionato con due solide vittorie contro Betis e Alaves e con un momentaneo vantaggio di due punti sul Real Madrid, fermato nella seconda giornata dal nuovo Valencia di Marcelino.

A chiudere un'estate tutt'altro che esaltante è arrivata la mozione di sfiducia ai danni della giunta Bartomeu, rea di aver distrutto la filosofia da sempre portata avanti dal Barcelona per trarne vantaggi personali. Nel caso in cui la mozione promossa da Augusti Benedito dovesse avere successo allora si dovrà andare a nuove elezioni con la speranza da parte dei tifosi di restaurare la tradizione che da sempre ha reso il Barcelona "Mes qué un club".

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