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Viaggio in Turchia

|  Federico Sborchia  | La Turchia è un paese magico, diviso su due continenti e toccato da altrettanti mari. In Turchia potete godervi il fascino immortale di Istanbul, potete sperimentare alcune meraviglie naturali come le terme di Pamukkale e i camini delle fate . Potete anche regalarvi una vacanza di mare ad Antalya o a Bodrum ma soprattutto potete osservare fino a che punto può giungere la decadenza di un uomo e soprattutto di un calciatore. La Turchia è un gigantesco calderone di culture, un crocevia storico come pochi altri e la Süper Lig ne è una degna espressione: un grandissimo mix di giocatori di ogni dove che qua confluiscono quando sentono vicina la fine. In questo viaggio vi accompagneremo di città in città e di squadra in squadra. Adana | Adana Demirspor Adana è ciò che resta della vecchia Antiochia di Cilicia, girando per Adana potete trovare il bellissimo castello armeno di Yılankale ma anche una notevole distesa di grattacieli. Tra le altre cose ad Adana...

Deutschland über alles!

di Paolo Brescia

La Germania al di sopra di tutto, sull'olimpo del mondo, sportivo e non.


Una vittoria che ha il sapore del calcio organizzato, pensato, strutturato. Una vittoria netta, non tanto nella partita di ieri sera, ma per distacco come organico, per la grinta, la mentalità vincente. Anche l'Argentina, che pure aveva fatto un percorso notevole, al di sopra delle possibilità, non è riuscita a stare al gioco, o comunque non avrebbe meritato di vincere(anche qui, il discorso vale più nel complesso che per ciò che riguarda ieri sera). Pesano anche i gol sbagliati, questo si, ieri, da Higuain e Palacio, cosa che nel calcio è sempre determinante, come una spada che alla fine cade sempre sulla testa di chi sbaglia. Messi, poi, è stato impalpabile. Smettiamola di paragonarlo a Diego, non gli fa bene, non ci fa bene.

Ancora una volta premiato il cinismo tedesco, che sa sfruttare l'unico buco argentino. Complimenti a Gotze, bravissimo Muller, solita azione corale.

Complimenti allora a Mr Loew, a Lahm, a Muller, a Neuer, a Klose, a tutti i campioni tedeschi. Noi da loro non vogliamo mai prendere lezioni, ma-per questa volta-guardiamo e impariamo. Così si vince.

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