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Viaggio in Turchia

|  Federico Sborchia  | La Turchia è un paese magico, diviso su due continenti e toccato da altrettanti mari. In Turchia potete godervi il fascino immortale di Istanbul, potete sperimentare alcune meraviglie naturali come le terme di Pamukkale e i camini delle fate . Potete anche regalarvi una vacanza di mare ad Antalya o a Bodrum ma soprattutto potete osservare fino a che punto può giungere la decadenza di un uomo e soprattutto di un calciatore. La Turchia è un gigantesco calderone di culture, un crocevia storico come pochi altri e la Süper Lig ne è una degna espressione: un grandissimo mix di giocatori di ogni dove che qua confluiscono quando sentono vicina la fine. In questo viaggio vi accompagneremo di città in città e di squadra in squadra. Adana | Adana Demirspor Adana è ciò che resta della vecchia Antiochia di Cilicia, girando per Adana potete trovare il bellissimo castello armeno di Yılankale ma anche una notevole distesa di grattacieli. Tra le altre cose ad Adana...

FUMATA BIANCA AL CAMP NOU, GALATASARAY E MALAGA NELLA STORIA


di G.Azzaro


"Chi non ci crede rimanga a casa, ceda il biglietto a un amico,a un parente, ma non venga al 
Camp Nou" aveva detto in conferenza stampa un agguerrito Roura, convinto fino in fondo di una
remuntada avvenuta grazie a un rinato Barca e al calore di 70.000 spettatori protagonisti fin
da subito grazie alla composizione di una coreografia da brividi. Pressing alto fino allo
sfinimento, gioco fluido e movimenti a memoria: sembra essere tornata la banda Guardiola, il
cui posto in panchina è stato ossequiosamente lasciato vuoto da un rispettoso Roura. Bastano
5 minuti per spezzare l'equilibrio: un Milan disarmato si prostra a un Messi gigante che dal
limite dell'area piazza un bolide lì dove nessuno può arrivare. I rossoneri faticano, e 
rimangono a galla grazie a un Abbiati tornato finalmente "cacciatore del Sole", decisivo su
Xavi e ancora Messi. Lo spettacolo è grandioso: gli azulgrana costruiscono senza mai fermarsi
una mole di gioco inquantificabile che schiaccia il Milan nella propria metà campo fino alla
fine della prima frazione, chiusasi sul 2-0 con doppietta del solito Messi, ma con il rimpianto
rossonero di quella palla con cui Niang ha centrato il palo, emblema di una serata predestinata
a un solo risultato. La ripresa si apre sempre all'insegna dei blaugrana: anche Villa timbra
il cartellino e le occasioni per calare il poker si sprecano, anche se i tardivi cambi di
Allegri danno una leggera scossa prima di arrivare al 92', l'(A)lba di una figuraccia colossale
per il club più titolato al mondo: 4-0. Camp Nou anticipa di un giorno la fumata bianca di
Piazza San Pietro, e il Barca si ricandida prepotentemente per un posto sul tetto d'Europa.


Mentre il Bayern si prende un grosso spavento all'Allianz Arena passando il turno di un soffio
dopo aver ceduto per 0-2 (Giroud, Koscielny), il Galatsaray annienta un confuso Schalke con
un rocambolesco 2-3, frutto di una partita tirata dove i valori in campo però hanno premiato
inevitabilmente i ragazzi di Tehrim. 
La Rosaleda invece ha ospitato un Malaga-Porto a sorpresa:
chi si sarebbe mai immaginato che una squadra che si ritrova tra i titolari ex bidoni del
calcio nostrano (Antunes, Baptista) avrebbe dato una lezione di calcio al Porto infliggendogli
una dura sconfitta (2-0) e sarebbe poi volata ai quarti?

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Più tardi arriverà un riepilogo per l'europa League, dove ai quarti la Lazio giocherà contro il Fenerbace.

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