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Bayern per la vendetta, Real per la continuità

| Emanuele Onofri |

Ci risiamo, sei anni dopo quel 25 aprile 2012, sarà ancora sul prato del Santiago Bernabeu che si deciderà la prima finalista tra il Bayern Monaco ed il Real Madrid, dopo l’eliminazione ai rigori del Real Madrid di Mourinho.


Questa volta però la situazione è diversa: il Bayern che si presentava a Madrid era in vantaggio per 2-1, oggi invece sono avanti i Blancos con lo stesso punteggio perché dopo l’iniziale gol di Kimmich e gli infortuni di Robben e Boateng, gli uomini di Zidane sono riusciti a rimontare grazie ai gol di Marcelo e di Asensio. Il Bayern dovrà inoltre tornare nello stadio dove nella scorsa edizione di Champions League avrebbe meritato di accedere alle semifinali nel doppio scontro con il Real Madrid, fermato però dalle discutibili scelte dell’arbitro Kassai a favore delle Merengues.


Per rimontare l’esito negativo della partita d’andata il Bayern dovrà vedersela anche con i numerosi infortuni: nemmeno convocati Robben, Boateng e Vidal. Sicuramente agli uomini di Heynckes dà speranza il risultato che ha ottenuto la Juve al Bernabeu, che evidenzia la scarsa attenzione del Real Madrid alla fase difensiva, oltre anche alla maiuscola prestazione proprio del Bayern lo scorso anno.


Anche in casa Real c’è qualche problema di formazione a causa degli infortuni, perché se il non convocato Isco potrebbe essere sostituito (e molto bene) da Asensio, preoccupa l’assenza di Dani Carvajal che potrebbe essere sostituito adattando o Nacho o addirittura arretrando Vazquez sulla linea difensiva. Sicuramente proprio da quella parte potrebbe attaccare il Bayern con il ritorno di Alaba dietro e o Coman o Ribery in avanti, con l’esperto francese migliore in campo nella partita d’andata.


Un Real Madrid che sembra quindi già con un piede a Kiev. Anche se i bavaresi hanno dalla loro grande esperienza, talento e tenacia: Al Bernabeu sarà partita vera, senza guardare al risultato d’andata.

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