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Viaggio in Turchia

|  Federico Sborchia  | La Turchia è un paese magico, diviso su due continenti e toccato da altrettanti mari. In Turchia potete godervi il fascino immortale di Istanbul, potete sperimentare alcune meraviglie naturali come le terme di Pamukkale e i camini delle fate . Potete anche regalarvi una vacanza di mare ad Antalya o a Bodrum ma soprattutto potete osservare fino a che punto può giungere la decadenza di un uomo e soprattutto di un calciatore. La Turchia è un gigantesco calderone di culture, un crocevia storico come pochi altri e la Süper Lig ne è una degna espressione: un grandissimo mix di giocatori di ogni dove che qua confluiscono quando sentono vicina la fine. In questo viaggio vi accompagneremo di città in città e di squadra in squadra. Adana | Adana Demirspor Adana è ciò che resta della vecchia Antiochia di Cilicia, girando per Adana potete trovare il bellissimo castello armeno di Yılankale ma anche una notevole distesa di grattacieli. Tra le altre cose ad Adana...

Due andate diverse


| Michele Mazzella |
Si è conclusa la doppia andata delle semifinali di Coppa Italia con due gare diametralmente opposte tra loro, due pareggi maturati in modo diverso ma con ovviamente uno stesso verdetto: il verdetto è rimandato a fine aprile.

La serata di martedì all’ Olimpico tra Lazio e Milan termina con uno scialbo 0-0. La Lazio è padrona del gioco per tutta la gara, Inzaghi prepara bene la partita ma i biancocelesti non riescono a sfondare il muro difensivo del Milan. I rossoneri sembrano la brutta copia della squadra vista nelle ultime uscite, senza idee e senza gioco la squadra di Gattuso si affida ai lanci lunghi alla ricerca di Piatek che è però ben contenuto da Acerbi. Un’ involuzione dal punto di vista del gioco che può e deve essere un campanello d’ allarme per mister Gattuso, il Milan ancora una volta conferma un atteggiamento remissivo nell’affrontare le big, un timore reverenziale probabilmente fardello degli ultimi anni difficili che non può essere proprio della mentalità di una squadra dal blasone dei rossoneri. Tuttavia è stata  meritevole ancora una volta la prova del reparto difensivo del Milan con i biancocelesti che, pur attaccando per buona parte della partita, non sembrano mai vicini a far crollare il fortino rossonero. Lo 0-0 alla fine è un risultato che accontenta tutti, non può andar male alla Lazio, i biancocelesti avranno al ritorno due risultati su tre disponibili per portare la partita almeno ai supplementari, allo stesso modo lo stesso Gattuso ha dichiarato di essere soddisfatto del parziale dell’Olimpico, probabilmente convinto di potersi giocare al meglio le sue carte a San Siro tra poco meno di due mesi.

Al Franchi tra Fiorentina e Atalanta finisce invece in un festival del gol, tra due formazioni che fanno della fase offensiva il loro indiscusso punto di forza. L’Atalanta parte a mille guidata da un super Ilicic e realizza un micidiale uno-due firmato Gomez e Pasalic, che porta al ventesimo la gara sullo 0-2. Alla Fiorentina basta però un lampo di Chiesa per riaprire la partita, riportata in parità un paio di minuti dopo dal gol di Benassi. Lo spettacolo continua nel secondo tempo con i bergamaschi che tornano in vantaggio grazie alla botta da fuori area di De Roon, i viola riescono ancora una volta a pareggiare grazie a un super Chiesa che mette un pallone al bacio per Muriel che realizza il 3-3 finale. Nonostante il risultato favorisca sicuramente l’ Atalanta, grazie ai tre gol realizzati in trasferta, si tratta comunque di un parziale che lascia aperto qualsiasi tipo di scenario anche per i viola, soprattutto se Chiesa dovesse mantenere questo stato di grazia che ne sta caratterizzando il 2019 calcistico.

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PREMESSA: la seguente moviola è stata scritta secondo le opinioni di un arbitro che, a causa del regolamento dell’Associazione Italiana Arbitri, non avrebbe potuto esprimerle in questi termini e con questi  mezzi; ne consegue che l’articolo rimane anonimo. Il primo episodio dubbio della partita arriva all’ 11° minuto : Holebas interviene da dietro su Marchisio, toccando il pallone tanto quanto il piede destro dello juventino. A norma di regolamento sarebbe rigore ed ammonizione del difensore giallorosso: Rocchi fa correre. Al 25’ arriva la punizione di Pirlo da cui scaturisce il primo rigore: il fallo di Totti è netto, la decisione di Rocchi ineccepibile, ma nei successivi due minuti l’arbitro fiorentino compie una serie di errori che compromettono l’intera gara. 1. Anche nelle partite dei campetti degli oratori si insegna all’arbitro di prestare attenzione alle barriere in prossimità del limite dell’area: qui Rocchi abbonda (di quasi due metri) nella distanza pur di met...

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