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Viaggio in Turchia

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Ciro pensaci tu


Meno male che c'è Ciro. Meno male che c'è chi sta bene, col fisico e con la testa, e porta avanti i nostri. Porta avanti, rispettivamente, gli Azzurri e i biancoAzzurri, in campionato. Ché tutti hanno bisogno di gol, vista la crisi di gioco che ci trasciniamo, in A e in Nazionale. Ciro c'è, meno male.



Meno male che c'è Ciro perché Ventura non deve spiegare pietosamente a fine gara che non può chiedere altro a questi ragazzi, che non c'è chance: o un 3-5-2 fragilino a centrocampo e in balia di una difesa-Juve che non sembra più infallibile, o un 4-2-4 disperato in cui attacchiamo, sì, ma non c'è una luce e una chiarezza tattica che porta avanti il gioco. E allora, ecco i singoli che si organizzano. Sansone è pimpante, Candreva propone palloni, Immobile è deciso e ha fame. Ma il gioco? La freddezza e l'atteso cinismo che "con Ventura, vedrete, ci porterà lontano"? L'attenzione ai ritmi, per abbassare e addormentare match che in teoria sono allenamenti in trasferta è un mezzo sicuro, con i campionati alle porte. Ma così sarebbe stato troppo semplice. Meglio complicarsi la vita contro una Nazionale, che, proprio non sembra alla nostra altezza. Supposizione che, a stasera, può restare sulla carta. E quel Nevstoroski in stato di grazia starà piacendo sicuramente a Palermo e dintorni, quanto meno.

I tre punti, pane di cui tutti, qui dentro, siamo schiavi, ci ammaliano anche nella notte di Skopje e limitano le voci di critica. Ma la svolta, ora, non può davvero aspettare.

Meno male che Ciro c'è, intanto, e che il suo collega di reparto, il Gallo, ha quel killer instinct che in area può tornare utile. Lo sanno in A, da oggi lo sapranno anche in Europa. Deve giocare, però. E non è un piccolo particolare.


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