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Viaggio in Turchia

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Milan-Juve, spiegata bene

di Andrea Piana

La sfida tra Milan e Juventus, rispettivamente al secondo e primo posto in classifica, era vista da alcuni, a causa della buona partenza della squadra di Montella, come il primo scontro diretto per il titolo per la squadra bianconera. La vittoria dei rossoneri, che in questo momento sono a due punti dalla vetta, potrebbe rafforzare questa teoria. In realtà, nonostante il risultato, la differenza tra le due squadre è ancora consistente.



Sul piano del gioco, un Milan ordinato ha contenuto una brutta Juventus, che probabilmente ha pagato le fatiche della Champions e non è riuscita a creare molto. Le uniche grandi occasioni sono state un gol ingiustamente annullato a Pjanic (sul quale è lecito recriminare, ma che non giustifica una sconfitta legata in gran parte ad una prestazione insufficiente) e un gran tiro di Khedira allo scadere, parato da Donnarumma. Il Milan ha creato ancora meno, impostando la partita su difesa e ripartenze, ma ha trovato il gol grazie ad un'invenzione del classe '98 Locatelli, nell'unico grande pericolo della partita. 

Cosa cambia a livello di scudetto dopo questa partita? Probabilmente nulla. Il Milan si dimostra una squadra in costante miglioramento e in fiducia sempre crescente, ma di certo inferiore a Napoli, Roma e alla stessa Juventus, sia sul piano tecnico sia su quello della costanza. I rossoneri si possono giocare il quarto posto con altre 2-3 squadre; per obiettivi migliori si potrà solo approfittare di eventuali passi falsi delle favorite. La Juventus rimane la grande favorita per la vittoria finale, anche se preoccupa una leggera involuzione tattica rispetto agli scorsi anni, forse dovuta a grandi cambiamenti nel mercato estivo. 

Intanto la squadra rossonera si gode un impressionante Donnarumma ed un Locatelli in crescita, ma probabilmente salito troppo in fretta nelle gerarchie di Montella, a causa dell'infortunio di Montolivo (a parte il gol, si ricordano molte palle perse sulla trequarti, potenzialmente pericolose); passare da giovane promessa a custode delle chiavi del centrocampo rossonero in un tempo così breve potrebbe influire sulle prossime prestazioni. La notizia migliore per Montella è una ritrovata compattezza di squadra ed uno spirito di sacrificio che mancava da anni al Milan.

La Juventus probabilmente ha bisogno di un po' di tempo e di lavoro per tornare nella condizione migliore (che comunque servirà maggiormente nella seconda parte di stagione) ma deve assolutamente evitare di "rilassarsi" in campionato, un rischio realistico dovuto al divario tecnico con le altre squadre, che in ogni caso non sarà sufficiente per arrivare nuovamente al vertice.

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