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Viaggio in Turchia

|  Federico Sborchia  | La Turchia è un paese magico, diviso su due continenti e toccato da altrettanti mari. In Turchia potete godervi il fascino immortale di Istanbul, potete sperimentare alcune meraviglie naturali come le terme di Pamukkale e i camini delle fate . Potete anche regalarvi una vacanza di mare ad Antalya o a Bodrum ma soprattutto potete osservare fino a che punto può giungere la decadenza di un uomo e soprattutto di un calciatore. La Turchia è un gigantesco calderone di culture, un crocevia storico come pochi altri e la Süper Lig ne è una degna espressione: un grandissimo mix di giocatori di ogni dove che qua confluiscono quando sentono vicina la fine. In questo viaggio vi accompagneremo di città in città e di squadra in squadra. Adana | Adana Demirspor Adana è ciò che resta della vecchia Antiochia di Cilicia, girando per Adana potete trovare il bellissimo castello armeno di Yılankale ma anche una notevole distesa di grattacieli. Tra le altre cose ad Adana...

Lazio, a chi giova questo caos?

| Massimiliano Strati |

E’ iniziato da quasi una settimana il ritiro in quel di Auronzo eppure di problemi in casa Lazio ce ne sono, e anche parecchi. In primis il rifiuto di Bielsa a sedersi sulla panchina biancoceleste pur avendo firmato il contratto affermando che questa scelta è stata dovuta all’immobilismo della società sul mercato. E’ inutile dire che questo rifiuto ha contribuito ad alimentare le tensioni tra tifosi e società, con i tifosi che hanno evidenziato il loro malcontento con una manifestazione pacifica a cui hanno partecipato migliaia di persone con la speranza di smuovere qualcosa.





Un’altra grana è legata a Felipe Anderson che, pur di ottenere dalla società il permesso per andare alle Olimpiadi, ha prima disertato le visite mediche e poi non è partito per il ritiro; alla fine, dopo un lungo tira e molla, il brasiliano ha ottenuto il permesso dalla società e andrà alle Olimpiadi, con la promessa di tornare più forte di prima. Altro, ennesimo, problema in casa Lazio in questo difficilissimo inizio di stagione è Keita. Il ragazzo ha deciso di non presentarsi alla partenza per il ritiro stufo (come ha sottolineato su Twitter) del comportamento della dirigenza nei suoi confronti; dirigenza colpevole, a suo dire, di non mantenere le promesse fatte. Ora, però, il caso Keita sembra rientrato con il ragazzo che nella serata di ieri si è presentato in ritiro e da oggi sarà a disposizione di MR. Inzaghi che avrà il compito (difficilissimo) di guidare una squadra che, come trapela da Auronzo, appare in difficoltà tra stipendi che tardano ad arrivare e gruppo diviso in piccoli clan. La speranza è che il clima che ad oggi appare tesissimo, possa rasserenarsi e che la società possa intervenire sul mercato regalando ad Inzaghi 4/5 acquisti di ottimo livello che permettano alla Lazio di lottare per obiettivi europei e tornare dove merita insieme ai propri tifosi.

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Ritornare grandi: Ernesto Valverde

| Francesco Lalopa | Conclusosi il triennio di Luis Enrique sulla panchina blaugrana, l'uomo scelto per riportare ai vertici il Barcellona è Ernesto Valverde. L'ex attaccante di Bilbao e Barcellona giunge al Camp Nou come allenatore dopo un quadriennio ricco di soddisfazioni in terra basca. A lui sarà affidato l'arduo compito di far dimenticare al popolo catalano le delusioni dell'ultimo anno e mezzo. La carriera di Valverde si è divisa fondamentalmente tra due regioni caratterialmente molto forti ed identitarie: i Paesi Baschi e la Catalogna. Dai loro popoli di certo avrà appreso qualcosa. Non è la prima volta che Ernesto Valverde vive un'esperienza in catalogna: infatti nel biennio '88-'90 ha giocato a Barcellona sotto la guida di Johan Cruijff, allenatore che ha influenzato le generazioni calcistiche successive e che ha creato un vero e proprio modo di vivere ed interpretare il calcio, prima che Guardiola lo perfezionasse. Di Cruijf...

Gli stadi del City

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Bilancio Nazionale

di Daniel Bonfanti A due giorni dalla sconfitta con la Germania l'amarezza è ancora tanta, e la delusione per aver quasi sfiorato l'impresa con i campioni del mondo, rimane. Il day after è stato vissuto un po' con la stessa altalena umorale con la quale abbiamo assistito ai rigori: dalla convinzione di avercela quasi fatta, allo sconforto dopo gli errori consecutivi di Pellé e Zaza. Fino al tiro sulla luna di Schweinsteiger che ci ha dato un'ulteriore speranza, quasi come fosse un segno del destino; l'errore di Darmian invece, è stata una sentenza. Allo stesso modo nella giornata di ieri il sentimento italiano era a metà tra la rabbia nei confronti di Zaza e Pellé e l'orgoglio per una Nazionale che ha saputo andare oltre ogni aspettativa.  E il calcio è questo, almeno per chi lo guarda. Gioie, dolori, tensione a mille e insulti facili, soprattutto se si tratta di Italia - Germania. Ma lasciando da parte le questioni di "pancia" e analizzando...