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Viaggio in Turchia

|  Federico Sborchia  | La Turchia è un paese magico, diviso su due continenti e toccato da altrettanti mari. In Turchia potete godervi il fascino immortale di Istanbul, potete sperimentare alcune meraviglie naturali come le terme di Pamukkale e i camini delle fate . Potete anche regalarvi una vacanza di mare ad Antalya o a Bodrum ma soprattutto potete osservare fino a che punto può giungere la decadenza di un uomo e soprattutto di un calciatore. La Turchia è un gigantesco calderone di culture, un crocevia storico come pochi altri e la Süper Lig ne è una degna espressione: un grandissimo mix di giocatori di ogni dove che qua confluiscono quando sentono vicina la fine. In questo viaggio vi accompagneremo di città in città e di squadra in squadra. Adana | Adana Demirspor Adana è ciò che resta della vecchia Antiochia di Cilicia, girando per Adana potete trovare il bellissimo castello armeno di Yılankale ma anche una notevole distesa di grattacieli. Tra le altre cose ad Adana...

Portogallo, altra finale: ora "conta solo vincere"


di Paolo Brescia


Una vittoria, ed è subito finale. Incredibile il percorso del Portogallo, prima finalista di Euro 2016. Una sola vittoria, quella di ieri (tutto in 3', al 50' Ronaldo svetta di testa, 3' dopo Nani la butta dentro).


Carattere, tecnica, calma: il Portogallo riconquista il palcoscenico dopo quel terribile 2004 (in casa, allora fu l'impressionante Grecia a vincere). Oggi, o Francia o Germania le finaliste, insomma sarà tosta. Forse impossibile, amaro destino di una squadra incompiuta. Ma ora, a prescindere dalla finale, diamo questo pallone d'oro a un uomo tanto forte quanto narciso: Ronaldo. Il suo strapotere impressiona, la sua dominanza tecnico-tattica lascia basiti. Troppo più di un Galles comunque ottimo (non ieri, però) e che saluta la competizione con molte certezze. E con Ramsey...

Stasera, dunque, penultima gara di Euro16, Francia-Germania. Vi aspetto domani!

Popolari

Ritornare grandi: Ernesto Valverde

| Francesco Lalopa | Conclusosi il triennio di Luis Enrique sulla panchina blaugrana, l'uomo scelto per riportare ai vertici il Barcellona è Ernesto Valverde. L'ex attaccante di Bilbao e Barcellona giunge al Camp Nou come allenatore dopo un quadriennio ricco di soddisfazioni in terra basca. A lui sarà affidato l'arduo compito di far dimenticare al popolo catalano le delusioni dell'ultimo anno e mezzo. La carriera di Valverde si è divisa fondamentalmente tra due regioni caratterialmente molto forti ed identitarie: i Paesi Baschi e la Catalogna. Dai loro popoli di certo avrà appreso qualcosa. Non è la prima volta che Ernesto Valverde vive un'esperienza in catalogna: infatti nel biennio '88-'90 ha giocato a Barcellona sotto la guida di Johan Cruijff, allenatore che ha influenzato le generazioni calcistiche successive e che ha creato un vero e proprio modo di vivere ed interpretare il calcio, prima che Guardiola lo perfezionasse. Di Cruijf...

Moise Kean, il trapper

| Luca Balbinetti | La trap, grazie a polemiche e dischi venduti, è diventato il genere musicale più ascoltato attualmente in Italia. 

Gli stadi del City

| Francesco Zamboni | C’era un tempo in cui il Manchester City non aveva l'odierna potenza societaria, la squadra era composta da giocatori di medio livello e di conseguenza i risultati sul campo lasciavano molto a desiderare.

Bilancio Nazionale

di Daniel Bonfanti A due giorni dalla sconfitta con la Germania l'amarezza è ancora tanta, e la delusione per aver quasi sfiorato l'impresa con i campioni del mondo, rimane. Il day after è stato vissuto un po' con la stessa altalena umorale con la quale abbiamo assistito ai rigori: dalla convinzione di avercela quasi fatta, allo sconforto dopo gli errori consecutivi di Pellé e Zaza. Fino al tiro sulla luna di Schweinsteiger che ci ha dato un'ulteriore speranza, quasi come fosse un segno del destino; l'errore di Darmian invece, è stata una sentenza. Allo stesso modo nella giornata di ieri il sentimento italiano era a metà tra la rabbia nei confronti di Zaza e Pellé e l'orgoglio per una Nazionale che ha saputo andare oltre ogni aspettativa.  E il calcio è questo, almeno per chi lo guarda. Gioie, dolori, tensione a mille e insulti facili, soprattutto se si tratta di Italia - Germania. Ma lasciando da parte le questioni di "pancia" e analizzando...