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Il gemellaggio più sentito


| Francesco Zamboni |

Il gemellaggio tra Napoli e Genoa ha radici molto profonde nella storia del calcio italiano.
Bisogna addirittura tornare indietro di quasi 50 anni per capire come nacque questa storia di fratellanza tra due squadre provenienti da due culture totalmente diverse.



La stagione 1970-71 fu tragica e tumultuosa per la Campania, ma soprattutto per la città di Napoli in primis.
Fu l’anno in cui a Napoli scoppiò il colera, malattia che per molti lustri fece additare i napoletani come “colerosi”.
Passata l’epidemia, il Napoli cercò, invano, l’opportunità di disputare partite amichevoli, ma ogni squadra a cui si rivolsero non accettò l’offerta per paura che ci potesse essere in qualche modo una possibilità di contagio.
Tutte, tranne il Genoa.



La squadra ligure accettò volentieri la possibilità di disputare un’amichevole precampionato proprio contro la squadra partenopea.
Questa amichevole sancì l’inizio del gemellaggio tra le due squadre.
Tale gemellaggio ebbe anche risvolti positivi tra le due squadre in ottica campionato.
Infatti, nel maggio dell’82, nella gara valevole per la 30^ giornata di campionato, il Genoa fece visita al Napoli. La squadra ligure, sempre in lotta per la salvezza nel corso del campionato, aveva bisogno di un punto per l’aritmetica che gli permettesse di mantenere la serie.
Il punto arrivò proprio nella sfida con la squadra partenopea, ma lo spettacolo non fu solo sul campo, ma anche sulle tribune, dove i tifosi genoani furono accolti con grande calore e entusiasmo dalla tifoseria napoletana, confermando quanto di buono avevano fatto i liguri in passato.
Il sodalizio fra queste due tifoserie amiche è stato consolidato una volta in più il 10 giugno 2007. Quando, protagoniste di un campionato cadetto spettacolare, il Napoli e il Genoa raggiunsero, a braccetto, la promozione in serie A. Lo stadio Marassi ribolliva di bandiere e vessilli rossoblu e azzurri.


Negli ultimi anni Napoli e Genoa si sono ritrovate qualche volta a lottare per gli stessi obiettivi, e questi continui incroci hanno creato qualche frizione tra la dirigenza azzurra e quella genoana, ma l’amore che lega le due tifoserie rimane ancora concreto e importante, come da nessun altra parte in Europa e nel mondo.

Popolari

Un titolo già vinto

| Paolo Brescia |
Per un po' abbiamo provato a definire aperta la lotta al titolo. C'era spazio, in Serie A, per l'inserimento di un Napoli interessante, c'era margine per l'insidia alla Juve. Poi, più niente, con i bianconeri che polverizzano ogni numero, ogni dato (37 punti su 39 nel '18); con i partenopei che scendono in qualità e rendimento, con le statistiche offensive che si fanno impietose, per un gruppo che fa dei gol l'arma migliore. La palla non entra, anche a San Siro, per un motivo o un altro, per un miracolo o un altro (con Donnarumma protagonista alla 100esima). La ruota non gira, non cambia il verdetto sul tricolore, che resta in casa bianconera, col cinismo del posticipo dello Stadium.

Verità d'aprile

| Paolo Brescia |
E dunque pare che le dispute proseguano, e che tutto si debba decidere con il fondamentale scontro diretto di domenica. Juve e Napoli, ancora protagoniste: la prima la dai per vincitrice perché decantata come cinica, solida, precisa; l'altra la dai come stanca, allentata. Poi si inverte la tendenza. Non cambia l'idea che proviamo a trasmettere: alla fine saranno i valori globali a decretare il titolo e questi valori la Juve li ha nel complesso del gruppo più alti di quelli Azzurri. Ma questo non toglie le importanti doti di Sarri e squadra. Sul turno infrasettimanale, per esempio, dove torna a farne 4 la squadra azzurra, ne fa uno solo (e non basta) la Juve a Crotone. 

Proposte per il weekend

| Max Strati |
Oltre alla sfida scudetto tra Napoli e Juve ci sono quattro big match piuttosto interessanti.

Due opposti

| Emanuele Onofri |
Breve storia della forte rivalità tra Juventus e Napoli, due squadre opposte.