Passa ai contenuti principali

Vardy nella storia, Psg in fuga.


di Luca Balbinetti

Jamie Vardy è entrato nella storia del calcio passando dalla porta sul retro, e questo non è affatto un demerito o un fatto di cui vergognarsi, è semplicemente l’ennesima grande storia che ci regala lo sport che amiamo. Si, perché questo ragazzo che tutto il mondo osanna per i suoi splendidi gol, dovrebbe essere preso ad esempio da tutti coloro che inseguono il loro sogno. Quella di Vardy è stata una strada lunga e tortuosa cominciata dal lavoro in fabbrica,prima degli allenamenti serali,passando da tutte le categorie semi professionistiche inglesi. Appena 5 anni fa lo stesso ragazzo che sabato pomeriggio segnava per l’undicesima gara consecutiva in premier league,superando Van Nistelrooy, veniva pagato per giocare a calcio 30 sterline alla settimana!

“Smetti”, gli hanno gridato più volte; ma il calcio per Vardy,era e rimane un divertimento, sia che giochi in un campetto di provincia,sia che giochi (e segni) sotto gli occhi del mondo.Spesso chi arriva in alto non dimentica mai da dove viene, così Jamie dopo la partita pareggiata contro il Manchester United, ha ringraziato tutti i suoi compagni per il sostegno e ha promesso di offrire loro svariate birre. Si,è vero è entrato dalla porta sul retro, ma ormai è certo,ne uscirà dal portone principale.

Il week-end di Premier ha regalato ancora emozioni. Il Liverpool di Kloop sta diventando una certezza, la macchina costruita con pazienza dall’allenatore tedesco,sta cominciando ad ingranare; domenica ha superato 1-0 lo Swansea e si è portato a -6 dalla vetta.Il calendario nelle prossime giornate sorride ai Reds, riusciranno ad approfittarne?

Continua l’annata da dimenticare (ed è un eufemismo) per Josè Mourinho e il suo Chelsea che non va oltre lo 0-0 in casa del Totthenam;che va detto,è la squadra più in forma della premier.Fabregas è un fantasma, irriconoscibile, dai suoi piedi passerà il destino ed il gioco del Chelsea. Ancora in difficoltà l’Arsenal che non va oltre l’1-1 contro il Norwich.

Ma la corsa al primato resta accesa più che mai.

PSG CAMPIONE D’INVERNO!

Il Psg è campione di Francia, ah no scusate, campione d’inverno; il lapsus giustificato, deriva dallo strapotere della squadra di Blanc, che dopo 14 partite giocate ha 41 punti in classifica ed è a +16 dalla sorpresa Caen. La presenza di Angel Di Maria,arrivato nell’ultima sessione di mercato,di certo aiuta l’allenatore e la squadra, che come sappiamo già vantava grandi nomi. Ma qualche dubbio sulla competitività del campionato francese è lecito esprimerlo.Il dubbio viene giustificato dalle scarse prestazioni fornite dal Paris in Champions league. Durante questi ultimi anni, la squadra è senza dubbio una delle più forti e meglio dotate di campioni in tutti i reparti,ma è una squadra che affronta avversari che possono metterla in difficoltà sei-sette volte all’anno (la maggior parte, appunto, in Champions league) e questo fattore sia fisicamente,sia psicologicamente,non aiuta per nulla il lavoro della squadra.

Ovviamente a parlare sarà il campo, a partire dagli ottavi di finale della massima competizione europea.

Popolari

Un titolo già vinto

| Paolo Brescia |
Per un po' abbiamo provato a definire aperta la lotta al titolo. C'era spazio, in Serie A, per l'inserimento di un Napoli interessante, c'era margine per l'insidia alla Juve. Poi, più niente, con i bianconeri che polverizzano ogni numero, ogni dato (37 punti su 39 nel '18); con i partenopei che scendono in qualità e rendimento, con le statistiche offensive che si fanno impietose, per un gruppo che fa dei gol l'arma migliore. La palla non entra, anche a San Siro, per un motivo o un altro, per un miracolo o un altro (con Donnarumma protagonista alla 100esima). La ruota non gira, non cambia il verdetto sul tricolore, che resta in casa bianconera, col cinismo del posticipo dello Stadium.

Verità d'aprile

| Paolo Brescia |
E dunque pare che le dispute proseguano, e che tutto si debba decidere con il fondamentale scontro diretto di domenica. Juve e Napoli, ancora protagoniste: la prima la dai per vincitrice perché decantata come cinica, solida, precisa; l'altra la dai come stanca, allentata. Poi si inverte la tendenza. Non cambia l'idea che proviamo a trasmettere: alla fine saranno i valori globali a decretare il titolo e questi valori la Juve li ha nel complesso del gruppo più alti di quelli Azzurri. Ma questo non toglie le importanti doti di Sarri e squadra. Sul turno infrasettimanale, per esempio, dove torna a farne 4 la squadra azzurra, ne fa uno solo (e non basta) la Juve a Crotone. 

Proposte per il weekend

| Max Strati |
Oltre alla sfida scudetto tra Napoli e Juve ci sono quattro big match piuttosto interessanti.

Due opposti

| Emanuele Onofri |
Breve storia della forte rivalità tra Juventus e Napoli, due squadre opposte.