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Serie Aperta, ma non a tutti

| Paolo Brescia |

Il gioco in Serie A, la roulette che mai si ferma ed è già alla quinta volata (superata), ci consegna altri verdetti, che ci lasciano un primo, importante, suggerimento: non c'è un diretto dominio a striscie bianconere, c'è una sostanziale apertura a due fronti, quello del vertice, composto dalla forma e dalla sostanza, ovvero dallo spettacolare Napoli coriaceo e ben impostato, e dalla Juve pur altalenante eppure sempre vincente e mai, davvero mai, in vera difficoltà all' (ex) Stadium, potere di un tempio che attrae e non lascia pane alle avversarie, evidentemente; e quello di insidia.




Che le due citate sappiano fare, e bene, il loro dovere è confermato dalla mole (19 reti per il Napoli, straordinario Mertens, son finite le parole) e dalla testa (precisa la Juve che gestisce gambe e cronometro contro l'ottima Fiorentina di Pioli), ma entrambe sanno di dover porre attenzione sulle milanesi, sicuramente (ma in misura minore, per motivazioni che risalgono anche agli ultimi campionati) e in prima battuta alla Roma, che sta scrollandosi ampie fette di ingiustificato pessimismo che aleggiava e aleggia nei dintorni di Trigoria, portato avanti da infausti personaggi che amano dibattere prima che il calcio giocato faccia il suo, inesorabile, corso. Intervenendo per smentirli. Lo fa, DiFra, come amabilmente NON si fa chiamare dagli amici della stampa romana, che pure fanno il loro lavoro con passione ma che spesso esagerano con le confidenze (con il mister abruzzese non si può). Dunque la Roma gira, Dzeko crea più occasioni di una rosa di una squadra intera, in difesa ancora clean sheet. 

Dietro, inutile aggiungere parole sull'includenza veronese, crotonese e genoana; meglio puntare la bussola su chi come il Torino sta facendo bene il lavoro di giocarsela, portando anche i vari nomi di talento a mettersi in luce con belle soddisfazioni. 

Popolari

La Finale: Francia-Croazia

| Francesco Lalopa |
Anche questa avventura mondiale giunge al termine. Un mese ricco di sorprese che ci ha tenuti incollati al televisore partita dopo partita e che ha consegnato ai posteri una finale che veramente in pochissimi avrebbero ipotizzato all'inizio della competizione, soprattutto a causa di clamorose eliminazioni ed assenze a questa fase finale.

Finalina: Belgio-Inghilterra

| rio_alve |

La prima finale della storia del mondiale, valevole per il terzo e quarto posto, venne giocata a Napoli nel giugno del 1934 tra Germania e Austria, in quello che potrebbe essere considerato tranquillamente un derby. Il teatro fu quello dello stadio “Giorgio Ascarelli”, dal nome del facoltoso presidente partenopeo che ne aveva finanziato la costruzione pochi anni prima, e il risultato fu di 3-2 per i tedeschi davanti a 40.000 spettatori. Nel 1942 l’Ascarelli venne raso al suolo da un bombardamento alleato e il terreno di gioco divenne un deposito di macerie nella ricostruzione post bellica. Ottantaquattro anni più tardi, questa volta in Russia, la finale per il terzo e quarto posto, sarà tra Belgio e Inghilterra.

Un "nuovo" Berisha per la Lazio

| Max Strati |
No, la Lazio non ha ricomprato il suo ex portiere, ma ha da poco acquistato un interessante profilo, Valon Berisha.

Semifinali: Francia-Belgio

| Emanuele Ciccarese |
Una semifinale d'oro, una finale anticipata.