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Viaggio in Turchia

|  Federico Sborchia  | La Turchia è un paese magico, diviso su due continenti e toccato da altrettanti mari. In Turchia potete godervi il fascino immortale di Istanbul, potete sperimentare alcune meraviglie naturali come le terme di Pamukkale e i camini delle fate . Potete anche regalarvi una vacanza di mare ad Antalya o a Bodrum ma soprattutto potete osservare fino a che punto può giungere la decadenza di un uomo e soprattutto di un calciatore. La Turchia è un gigantesco calderone di culture, un crocevia storico come pochi altri e la Süper Lig ne è una degna espressione: un grandissimo mix di giocatori di ogni dove che qua confluiscono quando sentono vicina la fine. In questo viaggio vi accompagneremo di città in città e di squadra in squadra. Adana | Adana Demirspor Adana è ciò che resta della vecchia Antiochia di Cilicia, girando per Adana potete trovare il bellissimo castello armeno di Yılankale ma anche una notevole distesa di grattacieli. Tra le altre cose ad Adana...

Guida ai Mondiali: Girone G


Il gruppo di chi il calcio lo ha inventato ma ai mondiali stenta da sempre; il gruppo di chi il calcio lo scopre con sempre maggior insistenza, e ancora il gruppo di chi con la sola partecipazione fa sognare una nazione. Proseguono le nostre analisi mondiali, con l'esordio del gruppo G, il girone di Inghilterra, Belgio, Tunisia e Panama!


INGHILTERRA


Se parlando del Belgio analizzeremo una situazione di incompiutezza, chi incompiuto lo è, ma da molto più tempo, è il popolo inglese, la Nazionale affidata a Southgate che cambia, trova nuove generazioni, aumenta o diminuisce a fisarmonica la sua qualità ma con la costante di non trovare mai strade positive nelle competizioni internazionali. Sono fresche le immagini del mondiale in cui gli inglesi ebbero da recriminare persino con una tiepida Italia (infatti ad uscire fummo noi e i tre leoni), ma la musica è simile più o meno sempre. Un problema "endemico" che si spiega con considerazioni eccessivamente articolate per essere presentate qui. Il punto è quello odierno, il punto è capire dove possa realisticamente arrivare con questi uomini e con questo spartito la Nazionale inglese in Russia. Sicuramente è positiva la forte presenza di giovani nel gruppo, in parte per la storia personale del CT, in parte perché la nuova generazione inglese promette e va valorizzata. Ma questo stacco spiega anche che c'è la volontà, conclamata e confermata, di lasciar perdere i proclami e per una volta arrivare al mondiale e lavorare su tutto un gruppo, unito (certo con alcuni nomi di spicco, Kane per esempio) e buttare un seme sul disegno identitario. Difesa a tre, tanto possesso palla. Idee di gioco semplici ma definite. Messe in atto, però, da inesperti.


BELGIO


Nove vittorie, un pari. Più di quaranta gol segnati. Insomma, il girone (pur molto sereno) del Belgio verso Russia 2018 è stata la dimostrazione delle due facce di questa Nazionale: qualità e poca gestione interna. Sempre ad un passo da compiere grandi manovre e poi invece a terra nei momenti chiave. Il nuovo corso del Belgio 2.0, quello proteso alle vittorie di qualità, non imprime ancora nelle menti sensazioni di una qualità totale ma senz'altro fa paura. E spaventa, certo, anche l'Inghilterra, che nel girone tutti vedono come seconda forza. Il problema storico del Belgio resta, come anticipato, quello dell'equilibrio. Non solo però quello relativo alla gestione dei giocatori e dei loro umori (anche di chi non è partito, come l'eclatante caso di Nainggolan dimostra, o di chi si accomoda in panchina come Fellaini), ma anche quello in campo: a modulo nuovo non è arrivato equilibrio nuovo. Infatti, Martinez dalla Spagna ha portato maggiore spreguidicatezza, meno dipendenza totale dalla classe (seppure ancora ricercatissima nelle giocate) di Mertens e Hazard. Contestualmente non è arrivato un sostanziale aumento dei giri motore in difesa, e l'altezza esasperata del baricentro richiesta dal CT non aiuta nelle situazioni di gioco in cui il pallone va gestito, nelle partite insomma in cui non puoi proprio aspettare che gli altri facciano la gara. E al mondiale sono tutte gare così. Come la Croazia, è una Nazionale dall'obiettivo indefinito. Che sia un quarto di finale? E poi, però?

TUNISIA


Sgomberato il campo dagli "imbarazzi" di dover raccontare le due big ecco che le altre due forze in campo, alle quali questo raggruppamento è presentato come "di ferro" hanno dalla loro la consapevolezza che un passaggio eventuale arrivi solo dagli scivoloni insperati delle due big. 
La Tunisia, che - lo ricordiamo - arriva in Russia senza nemmeno una sconfitta nel girone di qualificazione, e dalla sua ha dimostrato un bel gioco, sicuramente difensivista ma che non disdegna le ripartenze. Alcuni esperti del gioco tunisino parlano di un match molto complicato con l'Inghilterra, dando più credito all'ipotesi (pur molto ridotta) che i nordafricani strappino qualcosa con il Belgio, per poi vincere con Panama. La guida offensiva della squadra è sulle spalle di Khazri, un non irresistibile attaccante che ha giocato quest'anno nel Rennes collezionando solamente 11 presenze in stagione. Troppo poco per impensierire le due big nel girone, probabilmente.

PANAMA


"Se passiamo il turno, mi scolo una bottiglia di vodka" così Gomez, il CT colombiano di Panama. 
L'esordio, la festa per esserci: è condensato nell'arrivo al mondiale, tutto il fantastico percorso panamense, con le emozioni che accompagnano sempre questi momenti. E meno male che i discorsi sono belli da se, perché a guardare l'impianto tecnico, purtroppo, si salva ben poco, men che mai in un girone così arduo. Non solo la sfida a tre Nazionali ben più forti, ma anche il calendario sfavorevole, con Belgio, Inghilterra e solo alla fine la Tunisia. In campo, Panama, porta un modulo attento in cui almeno 6 uomini sono parecchio difensivi, e questo potrebbe aiutare a portare al limite della tenuta alcune partite, per cercare di strappare punti da consegnare alla storia del calcio. Davanti, con il 3-4-1-2, se questo dovesse essere lo scacchiere, un Torres (non quello che conosciamo bene) senz'altro da scoprire: la sfida più grande, comunque, sarà far arrivare tiri verso la porta avversaria.

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