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Viaggio in Turchia

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Branco, rimpianto e delusione


Il branco della Roma, il rimpianto della Juve, la delusione del Napoli. Tutti questi elementi hanno un motivo.



IL BRANCO ROMA


Rudyard Kipling scrisse: La forza del lupo è il branco, la forza del branco è il lupo. Non esiste frase più adatta di questa per descrivere l'arrembante Roma che ha travolto il Chelsea per 3-0. Ogni elemento giallorosso ha dato il massimo di sé: la difesa ha saputo soffrire, pressare alto e tentare la riconquista quando possibile; il centrocampo ha conquistato, aggredito e ordinato i palloni; in attacco la punta ha attirato come una calamita i marcatori, le ali hanno trafitto l'avversario in maniera spietata (anche approfittando degli errori difensivi blues). È così che funziona il vasto branco di Di Francesco, ognuno vale uno, ognuno può scendere in campo ad ogni partita e il gruppo agisce secondo determinate regole tattiche e comportamentali. La continua aggressione e riaggressione sembrano i fondamentali. Un'ovvietà però: serve continuità, altrimenti la bellezza mostrata ieri sera diventa fine a sé stessa.

RIMPIANTO JUVE


Un rimpianto, perché queste gare vanno vinte. L'1-1 con lo Sporting Lisbona è amaro semplicemente per via del risultato del Barcellona. Il primo posto può comunque essere conquistato, ma serve qualche cambiamento. Non è andato innanzitutto bene l'approccio del primo tempo: squadra disattenta, un po' ballerina, mai sembrata troppo vogliosa, ma anzi, un po' leziosa. Nella ripresa è cambiato tutto e si è trovato il pareggio, cosa che non basta perché lo Sporting si è abilmente chiuso per poi sfruttare le ripartenze. Lo sfruttamento degli elementi capaci di decidere le partite un elemento su cui puntare per il futuro prossimo.

DELUSIONE NAPOLI


Il 2-4 con il City dovrebbe aver insegnato un po' di cose al Napoli. Gli azzurri hanno esposto come al solito il Sarrismo ormai caratterizzante, gli schemi sono sempre stati quelli. Ma gli schemi, a lungo andare, possono saltare o almeno non creare corrispondenza tra teoria e pratica quando si affronta un avversario forte e soprattutto, quando le energie non bastano. Il passato, anche vicino, ci ha insegnato che con poco più di 11 giocatori non si può pensare di sopravvivere a lungo o addirittura di vincere, salvo eccezioni, in tre competizioni contemporaneamente, nell'arco di una stagione. Anche questo fa parte quindi dei tasselli da ridefinire per convivere con l'idea di Champions. Fin qui, infatti, il bilancio è assolutamente negativo.

IDEM TRA LE ALTRE


C'è la goduria del Psg che gioisce da grande squadra, a Wembley c'è l'umiliazione del Tottenham ai danni del Real, nello stesso girone il rimpianto del Dortmund che in due gare con l'Apoel non è riuscito a guadagnare punti in ottica secondo posto. La delusione dell'Atletico che pareggia 1-1 in casa col Qarabag e quindi ha un piede fuori in favore della Roma. Il rimpianto è anche del Barcellona che non approfitta del pareggio bianconero per assicurarsi il primo posto, sbattendo con l'Olympiacos. E poi ci sono loro, i grandi Liverpool, Siviglia, United e Porto, le sorprese Shakhtar e CSKA, tutte vincenti. Infiniti gli spunti.

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