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La Liga ai nastri di partenza

| Francesco Lalopa |

Dopo il rocambolesco finale della scorsa stagione, col Real Madrid che conquista il titolo all'ultima giornata su di un redivivo Barcellona, la Liga si appresta a ripartire con tante novità. La caccia al Real Madrid è aperta, pronti a seguire con noi questa nuova avventura ?

Lo scorso anno ci siamo lasciati così

La favorita non può non essere la squadra che ha vinto l'ultimo campionato, la squadra che ha soprattutto cambiato meno: il Real Madrid. I Blancos arrivano all'apertura del campionato freschi dei successi in Supercoppa di Spagna contro il Barcellona e Supercoppa Europea sul Manchester United. La rosa che è sotto la guida di Zidane è tra le più forti degli ultimi anni e può contare svariati top player in ogni ruolo, con svariati talenti ( come Marco Asensio ) pronti a sbocciare per lanciarsi nel calcio mondiale.
Poco è cambiato per il Real in sede di mercato, non ci sono state grosse uscite mentre tra le entrate si possono evidenziare gli arrivi di Dani Ceballos dal Betis Siviglia ( vera e propria rivelazione dell'ultimo Europeo Under 21 ) e Marcos Llorente dal prestito all'Alaves, pronti a mettersi in mostra nei minuti che Zidane gli concederà per far riposare i big a centrocampo.
Tatticamente sarà interessante scoprire quale sarà la nuova veste del Real, tutto dipenderà dalla presenza in campo di Bale: col gallese il modulo di riferimento sarà il 4-3-3 mentre con Isco titolare verrà utilizzato il 4-3-1-2.

Proprio il gallese potrebbe soffrire di più l'esplosione dei vari Asensio ed Isco.

Alle spalle dei campioni in carica si posiziona il Barcellona di Valverde, nonostante le sonore sconfitte rimediate tra andata e ritorno in Supercoppa di Spagna, la totale incertezza sulla nuova veste tattica e sul componimento finale della rosa. Tutti gli obiettivi maggiori di mercato come Verratti, Dembelè e Coutinho non arriveranno in questa finestra di mercato e la rosa è stata arricchita, a livello numerico ma non qualitativo, solamente dall'arrivo di Paulinho dalla Cina a centrocampo.
Tanti sono i dubbi che aleggiano su questo Barcellona e le dichiarazioni di Piquè dopo la finale persa settimana scorsa sull'inferiorità rispetto al Real Madrid la dicono lunga su quanto Valverde e la dirigenza debbano lavorare per far avvicinare il più possibile la squadra ai rivali di sempre.

Quella del Barcellona potrebbe essere una delle stagioni più difficili di sempre. L'alieno Messi dovrà caricarsi la squadra sulle spalle come nella scorsa stagione

Al "terzo posto" mettiamo l'Atletico Madrid. Il blocco del mercato ha impedito l'arrivo di rinforzi in squadra e per questo motivo ha subito una battuta d'arresto anche la trattativa per la partenza di Griezmann.
A fare la differenza, come tutti gli anni, sarà la grinta trasmessa dal "Cholo" Simeone, vero e proprio motore di questa squadra, in grado di creare un grandissimo legame tra i calciatori e la maglia da loro vestita.
Solo da gennaio potranno esserci innesti in rosa, con Diego Costa pronto a vestire i colori dell'Atleti dopo la rottura con Antonio Conte alla fine della scorsa stagione. Occhi puntati quindi anche su Saul e Ferreira-Carrasco, pronti a consacrarsi definitivamente come calciatori fatti e finiti, pronti per il salto di categoria definitivo.

Una scelta di cuore quella compiuta dal giovane talento francese. Pagherà la decisione di restare un altro anno in Spagna ?

Alle Spalle delle "solite tre" c'è un nutrito gruppo di squadre che si contenderà le posizioni per l'Europa League ed il quarto posto per la Champions League. Siviglia, Valencia, Villareal, Real Sociedad, Atletico Bilbao, con la mina vagante Betis Siviglia che potrebbe creare non pochi problemi alle pretendenti dei posti europei. 7 squadre per soli 3 posti ed una lotta che renderà incerto ed avvincente il campionato fino all'ultima giornata, come già successo nella scorsa stagione. Interessante sarà la stagione del Valencia: dopo la scorsa stagione conclusa a metà classifica dopo un avvio tutt'altro che esaltante sotto la guida di Prandelli, quest'anno la squadra è stata affidata all'ex allenatore del Villareal Marcelino che ha il compito di tentare l'assalto alle posizioni "europee" che da troppo tempo mancano nella città castillana. 

Che possa essere la stagione del riscatto per Simone Zaza dopo le buone cose fatte vedere lo scorso anno ?

Nelle zone poco nobili della classifica, a meno di clamorosi scivoloni, sembrano essere relegate le neopromosse Getafe, Levante e Girona, con Alaves e Leganes poco sopra e pronte a lottare per la salvezza, già raggiunta lo scorso anno. L'Alaves potrebbe soffrire la perdita di Mauricio Pellegrino in panchina e la partenza di numerosi talenti come Llorente ed Hernandez. I madrileni, salvatisi in extremis lo scorso anno, potrebbero non ripetere l'impresa ed essere risucchiati nelle sabbie mobili della zona retrocessione.

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Un titolo già vinto

| Paolo Brescia |
Per un po' abbiamo provato a definire aperta la lotta al titolo. C'era spazio, in Serie A, per l'inserimento di un Napoli interessante, c'era margine per l'insidia alla Juve. Poi, più niente, con i bianconeri che polverizzano ogni numero, ogni dato (37 punti su 39 nel '18); con i partenopei che scendono in qualità e rendimento, con le statistiche offensive che si fanno impietose, per un gruppo che fa dei gol l'arma migliore. La palla non entra, anche a San Siro, per un motivo o un altro, per un miracolo o un altro (con Donnarumma protagonista alla 100esima). La ruota non gira, non cambia il verdetto sul tricolore, che resta in casa bianconera, col cinismo del posticipo dello Stadium.

Verità d'aprile

| Paolo Brescia |
E dunque pare che le dispute proseguano, e che tutto si debba decidere con il fondamentale scontro diretto di domenica. Juve e Napoli, ancora protagoniste: la prima la dai per vincitrice perché decantata come cinica, solida, precisa; l'altra la dai come stanca, allentata. Poi si inverte la tendenza. Non cambia l'idea che proviamo a trasmettere: alla fine saranno i valori globali a decretare il titolo e questi valori la Juve li ha nel complesso del gruppo più alti di quelli Azzurri. Ma questo non toglie le importanti doti di Sarri e squadra. Sul turno infrasettimanale, per esempio, dove torna a farne 4 la squadra azzurra, ne fa uno solo (e non basta) la Juve a Crotone. 

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| Max Strati |
Oltre alla sfida scudetto tra Napoli e Juve ci sono quattro big match piuttosto interessanti.

Due opposti

| Emanuele Onofri |
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