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L'Inter che verrà


Riuscirà Spalletti a far spiccare il volo ai nerazzurri? Le premesse ci sono.

Se volessimo riassumere il nuovo progetto dell'Inter potremmo dire: stessa base, qualcosa di diverso.
Quella stessa base che ha rappresentato delusione e fallimento per i tifosi, ma che qualcosa di positivo ha. Sabatini infatti non ha stravolto la rosa (come era solito fare in casa Roma), ma l'ha prevalentemente mantenuta e rinforzata con degli innesti interessanti. Skriniar, Dalbert, Vecino ma soprattutto Borja Valero rappresentano degli acquisti mirati, adatti al gioco di Spalletti per caratteristiche tattiche e tecniche, insomma tasselli che si inseriscono perfettamente nel 4-2-3-1 ideale.


Nella prima esperienza a Roma, Spalletti adottò il 4-2-3-1 falso 9 per l'assenza di punte pure, schierando Totti falso 9 e Perrotta sulla trequarti per via della sua eccellente capacità di inserimento. Gli esterni erano Mancini e Taddei, ali fantasiose ma allo stesso tempo prolifiche o utili tatticamente per strappi e inserimenti. Sulla linea mediana un centrocampista roccioso che potesse garantire soprattutto la fase difensiva come De Rossi, affiancato dal playmaker Pizarro, abile nella costruzione dal basso e fare da metronomo nelle azioni con massimo due tocchi. Nella seconda esperienza a Roma possiamo riconoscere due fasi: la prima rappresenta la seconda parte di stagione 2015/16, in cui ripropose lo stesso schema, la seconda rappresenta invece la stagione 2016/17, quando cambiò qualcosa. Innanzitutto con la cessione di Pjanic e il ritiro di Keita la Roma si privò di due elementi fondamentali per proporre lo stesso schema, poi c'era un Dzeko da rilanciare e, terzo, con il ritorno di Paredes e il rientro dall'infortunio di Strootman le caratteristiche dei centrocampisti cambiarono totalmente. Poi, quarto, piccolo particolare, mancavano proprio i terzini per disporre una difesa a 4.
La soluzione fu il 3-4-1-2, venne dato più spazio al ruolo dell'esterno basso e alla fisicità dei giocatori.



Ora presumibilmente Spalletti adotterà il 4-2-3-1 (illustrato sopra), e lo farà grazie a dei giocatori che fondono le idee tattiche che ha adottato negli ultimi due anni. Un ruolo fondamentale ovviamente lo avrà Icardi (Schick riserva ideale), che non si limiterà ad attaccare lo spazio in area ma dovrà anche abbassarsi per prendersi il pallone e farsi seguire dai marcatori, farà tanto lavoro sporco. Interessante sarà poi l'utilizzo di Joao Mario, elogiato ampiamente dal tecnico di Certaldo. Anche il centrocampista portoghese dovrà giocare attivamente, inserirsi alle spalle dei difensori, liberare lo spazio per la punta o per gli esterni, dialogare con i mediani. Anche se per il ruolo di trequartista sarebbe stato meglio un incontrista più fisico, alla Nainggolan, per intenderci. Sulla linea mediana poi ci sarà Borja Valero, classico giocatore dotato di un'ottima tecnica e in grado di costruire l'azione con rapidità. Al suo fianco il giocatore che si avvicina maggiormente all'idea del ruolo che ha Spalletti è Gagliardini, capace di supportare abilmente la fase difensiva così come quella offensiva, è un giocatore che potrebbe crescere molto in questa stagione, dato anche che ci sono i mondiali in vista e Ventura stravede per lui.


La difesa a 4 poi potrà contare sui nuovi arrivati Dalbert e Skriniar. Il primo rappresenta il classico terzino brasiliano, agile e veloce nell'attaccare gli spazi, sul secondo abbiamo scritto qui, elogiandone la possanza fisica e l'intelligenza tattica tipica del difensore che imposta. Con Miranda e D'Ambrosio (se arriverà un nuovo terzino destro come Aurier tanto meglio) poi vanno a completare un quartetto di tutto rispetto.

Qui una delle migliori partite di Dalbert con la maglia del Nizza.

La situazione degli esterni non è poi così chiara. Perisic, nonostante le tante voci che lo volevano in partenza, è un giocatore per cui Spalletti stravede perché ha velocità, tecnica e cinismo. Il problema riguarda l'esterno destro, perchè Candreva, per quanto si è visto nel calcio d'agosto, non appare in forma fisica smagliante ed Emre Mor (in dirittura d'arrivo) non sembra un profilo all'altezza per competere ad alti livelli. Possibili sorprese? Occhio a Jovetic e Eder.

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