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Due mesi di Gattuso

| Andrea Piana |

Sono passati circa due mesi da quando Gattuso ha sostituito Montella sulla panchina del Milan. In questo periodo si sono visti grandi passi avanti su alcuni piani, mentre su altri c'è ancora parecchio da lavorare. In generale, con un netto miglioramento rispetto all'inizio della stagione, comincia a delinearsi quello che sarà il Milan di Gattuso.


Sicuramente il più grande passo avanti a cui abbiamo assistito nelle ultime settimane riguarda il piano fisico. Spesso, con Montella in panchina, i giocatori davano l'impressione di non reggere i 90 minuti, smettendo di fatto di giocare nella fase finale della partita ed alternando buone prestazioni a partite disastrose (sia a livello individuale che di squadra).
Ringhio ha intensificato gli allenamenti fin dal suo arrivo in panchina e da qualche settimana se ne vedono i risultati: la squadra corre di più e appare più preparata ai ritmi delle partite.
Un altro campo in cui si vedono miglioramenti è quello tattico: dopo 2-3 partite di adattamento, il tecnico ha superato il periodo di confusione tattica di inizio stagione ed è passato ad uno schema fisso, il 4-3-3, e ad una formazione titolare ben definita. Parecchi giocatori hanno beneficiato di questo "assestamento", su tutti Calhanoglu, probabilmente il giocatore più talentuoso in rosa, che ha ritrovato fiducia e una posizione in campo a lui più adatta ed è cresciuto nettamente nelle ultime settimane. Anche Bonaventura sembra rigenerato dai nuovi schemi di Gattuso: ha segnato 4 gol dopo il cambio in panchina ed è molto più attivo nella fase offensiva.
La squadra sembra finalmente avere un'idea di gioco che coinvolge tutti i calciatori (mentre a inizio stagione ci si limitava ai lanci lunghi di Bonucci o alle giocate individuali di Suso) e anche la fase difensiva sembra molto più ordinata, soprattutto nelle ultime 4-5 partite.
Infine, sul piano mentale, si vede un atteggiamento completamente diverso da parte dei giocatori, a partire da Bonucci, irriconoscibile a inizio stagione, molto più sicuro e attento nelle ultime uscite. La capacità di motivare e di dare fiducia ai giocatori, d'altronde, era forse l'unico punto di forza riconosciuto all'unanimità a Gattuso al momento della sua promozione sulla panchina rossonera.
In altri campi, invece, c'è ancora da lavorare. Innanzitutto vanno segnalati degli errori del tecnico nelle scelte a partita in corso, spesso troppo conservative quando la squadra è in vantaggio, con l'effetto di rinunciare a giocare ed essere schiacciati nella propria metà campo. Probabilmente con l'esperienza questo problema verrà facilmente risolto.

Una debolezza dal punto di vista tattico c'è, e riguarda il regista. Biglia sembra ancora fuori dal gioco (o almeno fuori condizione), Locatelli è stato provato in cabina di regia ma, con scarsi risultati, dato che quello non è il suo ruolo; il più affidabile rimane Montolivo, che si è fatto sempre trovare pronto in questa prima metà della stagione, tuttavia, in vista dell'impegno europeo, è fondamentale recuperare l'argentino (anche in virtù della cifra spesa per acquistarlo). 
Infine, non si può ancora valutare la gestione della rosa attraverso il turnover, che si vedrà con l'inizio della fase a eliminazione diretta di Europa League.


Tutto sommato, c'è stato un netto miglioramento nelle prestazioni e nei risultati, almeno per quel che riguarda l'inizio di questo anno solare, ma il doppio impegno in campo nazionale e internazionale, unitamente ai tanti punti da recuperare per il quarto posto, creerà parecchie difficoltà ai rossoneri che, probabilmente, dovranno scegliere se dare la priorità all'una o all'altra strada. Nella gestione della seconda parte di stagione vedremo se Gattuso confermerà questi miglioramenti ed, eventualmente, se si potrà iniziare a parlare di una riconferma per il prossimo anno, che era apparsa impossibile fino a questo momento.

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