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Viaggio in Turchia

|  Federico Sborchia  | La Turchia è un paese magico, diviso su due continenti e toccato da altrettanti mari. In Turchia potete godervi il fascino immortale di Istanbul, potete sperimentare alcune meraviglie naturali come le terme di Pamukkale e i camini delle fate . Potete anche regalarvi una vacanza di mare ad Antalya o a Bodrum ma soprattutto potete osservare fino a che punto può giungere la decadenza di un uomo e soprattutto di un calciatore. La Turchia è un gigantesco calderone di culture, un crocevia storico come pochi altri e la Süper Lig ne è una degna espressione: un grandissimo mix di giocatori di ogni dove che qua confluiscono quando sentono vicina la fine. In questo viaggio vi accompagneremo di città in città e di squadra in squadra. Adana | Adana Demirspor Adana è ciò che resta della vecchia Antiochia di Cilicia, girando per Adana potete trovare il bellissimo castello armeno di Yılankale ma anche una notevole distesa di grattacieli. Tra le altre cose ad Adana...

La nuova faccia dell'Arsenal


Mkhitaryan e Aubameyang al posto di Sanchez e Giroud: come cambiano i Gunners?


Wenger quest'estate è rimasto sulla panchina dell'Arsenal per un nuovo progetto comprendente il cambio di modulo dal 4-2-3-1 al 3-4-1-2, con nuovi interpreti. Ma la rivoluzione vera è arrivata nel mercato di gennaio con la partenza di due pedine importanti come Sanchez e Giroud, sostituiti da Aubameyang e Mkhitaryan, acquisti decisamente più duttili che donano più soluzioni tattiche al tecnico francese.

Nella vittoria in casa per 5-1 sull'Everton, i Gunners hanno però riproposto il 4-2-3-1 con Aubameyang punta libera di agire (tanti gli inserimenti sul filo del fuorigioco e gli scatti in ripartenza del Gabonese) e accanto a Iwobi sulla sinistra la coppia di centro-destra Özil-Mkhitaryan con Ramsey a supporto da dietro per verticalizzare, palleggiare e liberare spazi sulla trequarti. Una zona di cervello dietro ad un attaccante fulmineo insomma.

Ma tutto questo senza Lacazette, altro acquisto oneroso effettuato in estate. Con il francese in campo poi, aumenta la spinta offensiva dell'Arsenal che diventa ancora più camaleontico.
Tante le possibili soluzioni quindi, da un attacco a 3 con alternanza tra gli attaccanti alla riproposizione del 4-2-3-1 con i nuovi acquisti più Özil, anche se l'opzione più logica sarebbe proseguire con l'idea del 3-4-1-2 che consentirebbe bilanciamento ma anche pericolosità offensiva dettata dalla rapidità di Lacazette e Aubameyang.


Ma qualora Wenger volesse preservare il palleggio e dare meno spazio ai rapidi inserimenti degli attaccanti, sarebbe Lacazette a fare panchina per lasciare il posto a Mkhitaryan accanto ad Özil, che sarebbe tra l'altro la soluzione migliore per favorire al gol l'ex punta del Borussia, abituato a giocare con questo schema negli ultimi anni a Dortmund.

E questa, ad oggi, potrebbe essere l'ultima carta per Wenger.

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