Passa ai contenuti principali

Viaggio in Turchia

|  Federico Sborchia  | La Turchia è un paese magico, diviso su due continenti e toccato da altrettanti mari. In Turchia potete godervi il fascino immortale di Istanbul, potete sperimentare alcune meraviglie naturali come le terme di Pamukkale e i camini delle fate . Potete anche regalarvi una vacanza di mare ad Antalya o a Bodrum ma soprattutto potete osservare fino a che punto può giungere la decadenza di un uomo e soprattutto di un calciatore. La Turchia è un gigantesco calderone di culture, un crocevia storico come pochi altri e la Süper Lig ne è una degna espressione: un grandissimo mix di giocatori di ogni dove che qua confluiscono quando sentono vicina la fine. In questo viaggio vi accompagneremo di città in città e di squadra in squadra. Adana | Adana Demirspor Adana è ciò che resta della vecchia Antiochia di Cilicia, girando per Adana potete trovare il bellissimo castello armeno di Yılankale ma anche una notevole distesa di grattacieli. Tra le altre cose ad Adana...

La Rivoluzione del Txinguirri


La partenza di Neymar destinazione Parigi, il tonfo in Supercoppa e un mercato deludente avevano fatto iniziare male la stagione del Barcelona ma il lavoro di Valverde ha completamente sovvertito ogni pronostico: ora i catalani sono primi con ampio margine in Liga e hanno già conquistato la finale di Coppa.


La risalita del Barça passa soprattutto dalle mani del tecnico basco: il passaggio al 4-4-2 ha riportato al centro della squadra il genio di Messi, ora più vicino alla porta e in grado di rendere e far rendere al meglio i suoi compagni; lo testimoniano i sedici gol di Suarez e gli otto della sorpresa Paulinho. A beneficiare della partenza di Neymar però è stato soprattutto Jordi Alba che ha ritrovato la natura offensiva di inizio carriera e si è trasformato in una fonte di occasioni significativa per la squadra di  Valverde.


Grandi meriti a Valverde vanno riconosciuti anche nell'impostazione della difesa: il Barcelona è la seconda miglior difesa in Europa dopo il solito Atletico Madrid.


Protagonista principale di questa solidità è il centrale francese Samuel Umtiti; in costante crescita da quando è in Catalogna e attualmente uno dei migliori difensori centrali del panorama europeo. Il suo infortunio a inizio dicembre sembrava un duro colpo alle ambizioni dei Blaugrana ma a sorpresa Valverde ha rispolverato Thomas Vermaelen; il centrale belga, storicamente martoriato dagli infortuni e reduce da una stagione disastrosa con la maglia della Roma, ha trovato continuità e prestazioni, guidando la difesa per oltre dieci partite di fila attraverso due delle partite più difficili per il Barça: la trasferta contro la Real Sociedad e il Clàsico.




Il Barça delle sorprese comprende, oltre a Vermaelen, anche Paulinho: il brasiliano, arrivato nello scetticismo generale, si è preso in poco tempo un posto da titolare in campo e nel cuore dei tifosi. Oltre agli otto gol fin qui messi a segno, l'ex Tottenham e Corinthians ha aggiunto fisicità a un centrocampo storicamente molto tecnico ma poco muscolare, divenendo in poco tempo una pedina fondamentale per Valverde.



Altra sorpresa: è stato proprio Paulinho l'acquisto più impattante del mercato Blaugrana. Semedo non ha convinto fino in fondo e sembra essere scivolato al secondo posto nelle scelte di Valverde per la fascia destra. A rovinare l'impatto di Dembèlè è stata invece la sfortuna: il francese ha riportato un brutto infortunio a inizio stagione ed è tornato in campo solo a gennaio.


Se a inizio stagione la situazione sembrava fortemente compromessa, il lavoro di Valverde ha tirato fuori il meglio da tutti i giocatori dominando con merito le competizioni nazionali. Ora servirà dimostrare anche il valore a livello internazionale: dopo aver vinto in scioltezza il girone di Champions League, rifilando tra l'altro tre gol ai vicecampioni della Juventus, c'è il Chelsea di Conte da battere al ritorno dopo un buon risultato a Stamford Bridge. Il Chelsea ancora non colpito da Messi prima di ieri. Ma la squadra di Valverde sembra in grado di fare questo, di spezzare ogni tabù.

Popolari

Quando l'Irlanda del Nord eliminò l'Italia

| Valerio Frezza | E’ appena terminata la fase a gironi delle qualificazioni alla prossima coppa del mondo. L’Italia, giunta seconda con qualche apprensione, dovrà ora affrontare uno spareggio, un’appendice novembrina, per determinare l’accesso alla competizione per le ultime quattro nazionali del raggruppamento europeo. Gli azzurri sono testa di serie e a breve si effettuerà il sorteggio per stabilire l’accoppiamento del playoff. Fin qui è mera cronaca. Le quattro squadre tra cui l’Italia potrebbe pescare il suo avversario sono la Svezia, la Grecia, l’Irlanda e l’Irlanda del Nord. Qui la cronaca comincia a miscelarsi con la storia. Bene o male abbiamo incrociato tutte queste nazionali nella secolare storia degli azzurri ma una, una in particolare, è la protagonista del nostro racconto. Ed è l’Irlanda del Nord.

La Storia della Premier è la Storia del Calcio

di Francesco Zamboni Ma, effettivamente, come è nata la Premier League?

La storia di Roma-Chelsea

| Valerio Frezza | Quel pomeriggio di agosto, a Montecarlo, forse neanche l’uomo incaricato del sorteggio delle palline sapeva chi stesse mettendo una contro l’altra. Non che fosse uno qualsiasi poi, semplicemente il capitano della Roma da una vita. Francesco Totti ha estratto i nomi di queste due squadre infilandole nello stesso girone, lo ha fatto con la sua faccia da guascone ma anche con quell’emozione che ti da il manipolare un pezzetto di cuore tra le mani. Tant’è che a Roma e Chelsea capita di incrociare di nuovo le loro strade europee e lo fanno, nella più lussuosa delle vetrine, per la terza volta nella loro storia.

La Moviola-Per fare chiarezza su Juve-Roma

PREMESSA: la seguente moviola è stata scritta secondo le opinioni di un arbitro che, a causa del regolamento dell’Associazione Italiana Arbitri, non avrebbe potuto esprimerle in questi termini e con questi  mezzi; ne consegue che l’articolo rimane anonimo. Il primo episodio dubbio della partita arriva all’ 11° minuto : Holebas interviene da dietro su Marchisio, toccando il pallone tanto quanto il piede destro dello juventino. A norma di regolamento sarebbe rigore ed ammonizione del difensore giallorosso: Rocchi fa correre. Al 25’ arriva la punizione di Pirlo da cui scaturisce il primo rigore: il fallo di Totti è netto, la decisione di Rocchi ineccepibile, ma nei successivi due minuti l’arbitro fiorentino compie una serie di errori che compromettono l’intera gara. 1. Anche nelle partite dei campetti degli oratori si insegna all’arbitro di prestare attenzione alle barriere in prossimità del limite dell’area: qui Rocchi abbonda (di quasi due metri) nella distanza pur di met...