Passa ai contenuti principali

Viaggio in Turchia

|  Federico Sborchia  | La Turchia è un paese magico, diviso su due continenti e toccato da altrettanti mari. In Turchia potete godervi il fascino immortale di Istanbul, potete sperimentare alcune meraviglie naturali come le terme di Pamukkale e i camini delle fate . Potete anche regalarvi una vacanza di mare ad Antalya o a Bodrum ma soprattutto potete osservare fino a che punto può giungere la decadenza di un uomo e soprattutto di un calciatore. La Turchia è un gigantesco calderone di culture, un crocevia storico come pochi altri e la Süper Lig ne è una degna espressione: un grandissimo mix di giocatori di ogni dove che qua confluiscono quando sentono vicina la fine. In questo viaggio vi accompagneremo di città in città e di squadra in squadra. Adana | Adana Demirspor Adana è ciò che resta della vecchia Antiochia di Cilicia, girando per Adana potete trovare il bellissimo castello armeno di Yılankale ma anche una notevole distesa di grattacieli. Tra le altre cose ad Adana...

L'evoluzione di Batshuayi

| Lele Aglietti |

Ventiquattro anni, più di 100 palloni buttati in rete, un carattere forse leggermente stravagante. Quello di Michy Batshuayi è un profilo ancora in fase di configurazione, che oggi però sembra iniziare a farsi spazio tra i nomi caldi, forse con un po' di ritardo a dispetto dei grandi numeri che il calciatore vanta sul suo curriculum.



Batshuayi, di origini congolesi ma nato a Bruxelles, inizia la sua carriera da professionista nella Jupiler Pro League, primo campionato belga. A 18 anni milita già nelle fila dello Standard Liegi e fin da subito i riconoscimenti che gli vengono concessi non rendono onore alle prestazioni di cui il belga si rende protagonista; la maglia da titolare arriva soltanto dopo due stagioni disputate da subentrato (inevitabile davanti ai numeri impressionanti fatti registrare a soli 19 anni). Quindi, a breve, si laurea Capocannoniere del campionato nazionale. 


La prestanza fisica di Michy Batshuayi si rivela fin da subito un'arma letale: un'altezza consistente ma non eccessiva conciliata ad una struttura fisica robusta diventano importanti non solo per il lavoro spalle alla porta che il calciatore svolge, ma anche per l'esplosività che riesce a mettere in mostra: stupisce il modo in cui il giovane si frappone tra palla e avversario, per poi conseguentemente girare spesso su sé stesso disorientando i difensori avversari.
Una macchina da gol che non tarda dall'essere notata: a Marsiglia il carattere singolare del calciatore incontra un profilo altrettando estroso: quello di Marcelo Bielsa.


Anche in Francia nella sua prima stagione il calciatore vede spesso la panchina, ma porta sempre a casa numeri significativi (nella fase finale della stagione mette a segno tre doppiette, tutte da subentrato). E, automaticamente, la stagione successiva si impossessa del posto da titolare: 23 gol arricchiti da 10 assist.
Poi, ultimo step, l'approdo alla corte di Antonio Conte. A Londra la concorrenza in avanti è oltremodo proibitiva, ma il belga è uno abituato a situazioni simili, tanto che sembra non soffrire mai la posizione in cui viene relegato: Batshuayi fa sempre la sua parte e, senza alcuna sorpresa, diventa anche "uomo della provvidenza" quando mette a segno il Goal vittoria contro il WBA, che regala al Chelsea di Conte la vittoria della Premier League. Anche questa volta, neanche a dirlo, da subentrato. 
Ma il belga non rientra mai nei progetti dell'allenatore, neanche nella stagione corrente, nonostante le prestazioni e nonostante la doppia cifra raggiunta, già a gennaio, tra Champions e Coppa. 


Nell'ultima finestra di mercato è arrivata la grande occasione e Batshuayi è volato in Germania, al Borussia Dortmund, dove la strada verso la titolarità è stata spianata dall'addio di Aubameyang.
Il nuovo calciatore del Dortmund, forte delle varie esperienze europee, ha accresciuto in maniera spaventosa la sua capacità di mantenersi sulla linea dei difensori avversari, o ancor più di avvinghiarsi a loro per poi slacciarsi dalla marcatura in modo del tutto sorprendente.
Allo stesso tempo ha lavorato in modo consistente sulle caratteristiche tecniche, che ad oggi lo rendono assai pericoloso anche nell'uno contro uno con l'avversario.


Il ruolo che oggi ricopre a Dortmund è quello del cosiddetto "centravanti moderno", che riesce a far salire la squadra temporeggiando, ma che riesce anche a non dare le spalle alla porta, girarsi e dare avvio all'azione della squadra (il gol di Götze all'Amburgo è un chiaro esempio).
Dopo quattro partite per lui le marcature sono già 5, oltre al contributo dato sui gol dei compagni; e non è un caso che il Dortmund manifesti già l'intenzione di volerlo riscattare per folli cifre. Perchè il profilo di Batshuayi ad oggi è quello di un calciatore completo: freddo sotto porta; estremamente abile dal punto di vista tattico, sia nel liberarsi dalla marcatura che nell'attaccare gli spazi vuoti in maniera intelligente; invidiabile dal punto di vista tecnico, sia per rapidità nell'esecuzione che nell'esecuzione stessa.



Insomma, Michy Batshuayi non sembra essere uno di quei fuochi disposti a spegnersi con un banale soffio, piuttosto parrebbe avere le sembianze di una nuova stella.

Popolari

La storia di Roma-Chelsea

| Valerio Frezza | Quel pomeriggio di agosto, a Montecarlo, forse neanche l’uomo incaricato del sorteggio delle palline sapeva chi stesse mettendo una contro l’altra. Non che fosse uno qualsiasi poi, semplicemente il capitano della Roma da una vita. Francesco Totti ha estratto i nomi di queste due squadre infilandole nello stesso girone, lo ha fatto con la sua faccia da guascone ma anche con quell’emozione che ti da il manipolare un pezzetto di cuore tra le mani. Tant’è che a Roma e Chelsea capita di incrociare di nuovo le loro strade europee e lo fanno, nella più lussuosa delle vetrine, per la terza volta nella loro storia.

O Rei 1284

| Francesco Zamboni | 1284, non un numero a caso, bensì i gol fatti in carriera da quello che forse è stato il giocatore più forte della seconda metà del ‘900.

I conti tornano, a volte

| Paolo Brescia | Non sappiamo nulla, sappiamo però che i conti tornano sempre, alla lunga. Torna dire: 7x3= 21, i punti (pieni) del Napoli capolista in solitaria, 7x0= 0, le lunghezze del Benevento che gioca, produce ma immancabilmente incespica con errori difensivi.  Questa la scala della A, questi i valori estremi. Nel mezzo, dati interessanti, al secondo stop internazionale. 

Fare la differenza

| Paolo Brescia | Quando il livello si alza bisogna sapere fare la differenza. Quando il livello si abbassa bisogna rimarcare le differenze. Quando il livello si attesta bisogna conservare le differenze. È sempre il gioco della differenza: La Juve meno  Higuain non è; la Roma meno  Allison non è , la Lazio meno  Immobile non è. E l'elenco è breve solo per non stancare, perché è la vita della Serie A, evidentemente.